7 anni fa il #TerremotoEmilia. Oggi è tempo di un nuovo impegno per tutti noi

Sono passati 7 anni dalla prima scossa del Terremoto d’Emilia, che nel 2012 colpì l’area nord di Modena, e le province di Ferrara, Bologna, Mantova e Reggio Emilia.copertina 1 edizione

Dal punto di vista della #comunicazione il Terremoto dell’Emilia, grazie allo stimolo iniziale della Task Force Ferpi e il successivo impegno del gruppo di lavoro, rappresenta un punto cruciale nella riflessione sulla comunicazione, sul ruolo dei comunicatori e sull’impegno dell’associazione nel caso di disastri naturali.

Volendo identificare tre fasi si possono appunto definire questi tre ambiti:

  1. In un primo momento la riflessione si è soffermata su come la comunicazione vada correttamente utilizzata in casi di emergenza, anche nel caso di catastrofi ambientali (più corretto rispetto a naturali, come spesso suggerito da Toni Muzi Falconi).
  2. Successivamente ci si è soffermati su quanto la comunicazione e le relazioni pubbliche potessero incidere nella reazione e nella ricostruzione di un territorio e di una comunità in caso di disastro.
  3. Quindi in una fase più recente e matura siamo giunti alla Call To Action per la #ComunicazioneReponsabile che sta concretizzandosi nella Carta di Rieti con cui stiamo proponendo a comunicatori, Ferpi e altri stakeholder (giornalisti, manager e Pubblica Amministrazione in primis) una serie di linee guida da declinare sui rispettivi ambiti di pertinenza.

Stefano Martello, Dominico Pompili (Vescovo di Rieti) ed io siamo stati i curatori del testo CALL TO ACTION VERSO UNA COMUNICAZIONE RESPONSABILE NEI DISASTRI NATURALI, ma a breve saremo in grado di presentare al workshop del 13 giugno a Bologna (chi volesse partecipare può scrivere a ferpi.emiliaromagna@gmail.com) e al simposio internazionale di BledCom un’elaborazione avanzata che si concretizzerà in una vera e propria mappa concettuale con le linee guida, realizzate grazie all’intervento di partner insostituibili come ad esempio Sergio Vazzoler.

Per  portare avanti l’idea di una #ComunicazioneResponsabile e aiutare chi purtroppo si troverà ad affrontare i prossimi disastri naturali e ambientali in Italia e all’estero, avremo bisogno di tutti i colleghi, soci Ferpi, amici e stakeholder che vogliono incidere positivamente sulla (e con la) professione. Il cammino è ancora lungo, ma siamo a buon punto.

Qual è il ruolo di Ferpi a livello internazionale? [1a parte]

(riflessione pubblicata per Ferpi Futura il blog di Rossella Sobrero candidata alla presidenza di Ferpi)
Prima parte

GLOBAL ALLIANCE & EUPRERA

Mi concentro sugli ultimi vent’anni per Ferpi è stata tra i 25 founding members che hanno dato vita alla federazione internazionale delle associazioni di comunicatori e relatori pubblici: Global Alliance for Public Relations and Communications Management.

Tra queste associazioni, nostre consorelle, ci sono l’americana PRSA (Public Relations Society of America) che è la più grande e numerosa al mondo per numero di soci, l’inglese CIPR Chartered Institute of Public Relations, i canadesi di CPRS, gli australiani della PRIA, i sudafricani di PRISA (di cui ricordiamo con affetto la bravissima collega Ronel Rensburg scomparsa da pochi giorni), la spagnola DirCom e così via. L’elenco completo è disponibile sul sito www.globalalliancepr.org/partners con relativa presentazione delle diverse associazioni nazionali (peccato che il testo su Ferpi sia in Italiano – proviamo a correggerlo) e diverse realtà accademiche focalizzate sulle relazioni pubbliche.

In Global Alliance, Ferpi ha svolto in più momenti un ruolo chiave:

· prima con la presidenza di Toni Muzi Falconi e la redazione del primo Code of Ethics (di recente aggiornato (2018: www.globalalliancepr.org/code-of-ethics),

· poi con l’organizzazione dei due primi World Public Relations Forum (che all’inizio si chiamavano Festival: 2003 Roma, 2005 Trieste),

· quindi con il segretariato generale di Amanda Jane Succi,

· ma soprattutto con la grande partecipazione (guidata ancora da Toni) alla realizzazione degli Stokholm Accords nel 2010 e successivamente alla loro declinazione, fino poi ad arrivare al contributo per il Melbourne Mandate (2012)

· e all’organizzazione dell’Annual Global Meeting delle associazioni a Milano nel 2015 durante l’EXPO.

Nel corso di questi anni a parte il sottoscritto, altri colleghi – come Marco Massarotto – hanno servito Global Alliance, ma dal 2015 manca una rappresentanza formale italiana nel board.

Oltre a Global Alliance, Ferpi è associata ad un’altra organizzazione ombrello chiamata Euprera, che venne fondata nel 1959 con il nome di “CERP Education & Research”, e che nel 2000 di trasformò in “EUPRERA” – European Public Relations Education and Research Association. Euprera svolge un ruolo più focalizzato alla ricerca e di rappresentanza delle istituzioni accademiche di relazioni pubbliche e comunicazione. Anche in Euprera l’Italia ha ricoperto un ruolo rilevante: oggi siede nel board una collega di valore come la professoressa di IULM, Stefania Romenti, e in passato abbiamo avuto la presidenza di Emanuele Invernizzi (2010-2011) che è stato nominato “Distinguished Public Relations Scholar” di Euprera e tra i fondatori il collega bolognese Tino Ferrari.

PERCHE’ FACCIAMO PARTE DI GLOBAL ALLIANCE & EUPRERA

Queste due realtà non sono le uniche grandi realtà delle Relazioni Pubbliche a livello internazionale: oltre all’associazione più grande al mondo cioè l’International Association of Business Communication (che faceva parte di Global ALliance e poi ne è uscita) ci sono l’Arthur Page Society, che ha come membri i CCO statuntensi delle grandi aziende, IPRA – International Public Relations Association, ma anche l’Institute of Public Relations – IPR e European Association of Communication Directors (EACD). Ci sono anche importanti appuntamenti come il Simposio di Bled (cui ques’anno parteciperemo in forze), la conferenza annuale nell’area balcanica PRO-PR (che pochi giorni fa ha visto premiati Biagio Carrano e Stefano Rolando) e la conferenza di International History of Public Relations Conference.

Tuttavia Global Alliance e Euprera rappresentano i pilastri, o meglio, i punti cardinali entro i quali Ferpi storicamente si riconosce e dovrebbe agire: come per l’Italia esistono l’Alleanza Atlantica e l’Unione Europea, così per la Ferpi ci sono Global Alliance e Euprera.

Partecipare a questi organismi comporta un impegno da parte di Ferpi. Mi concentro su Global Alliance in particolare: come minimo occorre partecipare all’annual meeting delle associazioni (con Presidente e Segretario), bisognerebbe proporre un National Board Member Delegate – un delegato nazionale che per due anni rappresenti il paese -, sarebbe utile favorire la partecipazione di gruppi di italiani al World PR Forum ogni due anni, oltre che la partecipazione ai progetti che Global Alliance lancia come è stato con The Global Capabilities Framework Project e la revisione del Code of Ethics, che purtroppo ci hanno visto passi spettatori.

Per farlo occorre un commitment: da parte del Presidente di Ferpi e del delegato alle relazioni internazionali, oltre che di una squadra che possa essere coinvolta attivamente.

I VANTAGGI E IL RUOLO PER FERPI

I vantaggi per l’associazione sono importantissimi e sono rappresentati dalla possibilità di:

contribuire all’evoluzione della pratica, alla riflessione deontologica e alla ricerca a livello internazionale;

potersi riconoscere in una comunità più ampia, di scala mondiale, e confrontarsi con le altre associazioni per individuare i grandi temi che riguardano la professione e il futuro, riportandoli poi all’interno del contesto nazionale;

confrontarsi concretamente all’Annual Global Meeting con i rappresentanti delle altre associazioni sulle soluzioni ai problemi comuni che tutte le organizzazioni hanno (scarsità di fondi, riconoscimento della professione, standard etici aggiornati);

ritagliarsi un ruolo: il nostro sarebbe quello di guidare l’area mediterranea insieme ai colleghi spagnoli, favorendo la nascita di associazioni nei paesi in cui la professione comincia a venire riconosciuta, incoraggiando lo scambio di esperienze e producendo una riflessione incentrata sul mondo di fare relazioni pubbliche nella area del mediterraneo (come in passato si era tentato di fare con MedCom).

I soci di Ferpi che in passato hanno partecipato alle missioni in US, Sudafrica, Australia, Svezia, Inghilterra e Spagna, durante i World PR Forum, possono testimoniare l’arricchimento culturale e relazionale, che queste opportunità hanno rappresentato e che distinguono Ferpi da qualsiasi altra associazione di comunicatori in Italia.

Oggi abbiamo la necessità di riprendere in mano il discorso internazionale, ricostruendo una rete di relazioni e proponendo ai soci nuove opportunità di confronto e incontro con i colleghi internazionali, oltre che tornando a essere protagonisti delle attività di Global Alliance.

[seguirà Seconda parte]

Siamo Uomini o Spindottori? Il parere di Little Nemo

[Dichiaro fin d’ora per trasparenza che, dopo l’ennesima scorrettezza, sosterrò Rossella Sobrero, in modo che non ci siano fraintendimenti. I motivi li esporrò prossimamente, ma voglio concentrarmi su un altro aspetto.]

Ieri sono stati pubblicati i documenti programmatici e i soci firmatari candidati alla presidenza Ferpi: oltre al presidente uscente, c’è la candidatura di Rossella Sobrero, e – a sorpresa – quella di due colleghi che professionalmente stimo come Nobler e Paciello.

little_nemo_italianoQuesta notte, sono caduto dal letto perché nel sonno mi son perso per Slumberland dove ho incontrato Little Nemo che mi ha rivelato:

1. che due candidati si ritireranno e appoggeranno uno degli altri candidati

2. che queste due candidature fanno parte della strategia di uno dei candidati

3. che il ritiro dei due ha una quota 1,1 su BìUìn, scomesse online

Al che gli ho chiesto…

Ma Siamo Uomini o Spindottori?

Ora io capisco che tanti di noi si occupino di campagne elettorali, politiche, associative e simili, ma pensare che all’interno della nostra associazioni si mettano in campo strategie di #distrazione (si veda tutta la fuffa messa in campo sul tema Inpgi quando chiedevo ad inizio marzo di confrontarci sui temi e non sui candidati) e #deception (questa delle liste civetta davvero è incredibile) mi lascia davvero perplesso su quanto si abbia a cuore il bene dell’associazione.

La Ferpi non è un clubbino in cui fare i propri esercizi da spin-doctor. L’appartenenza e il servizio in Ferpi hanno prima di tutto un valore etico-deontologico. Ma avete presente cosa dicono il nostro codice etico e quello di Global Alliance a cui aderiamo?

I SOCI HANNO BISOGNO DI CHIAREZZA E TRASPARENZA. Non di essere ingannati o peggio ancora confusi.

CHI SI CANDIDA DAVVERO? QUALI SONO LE PROPOSTE VERE? QUALI SONO I TEAM CHE VI SOSTENGONO?

Prima di degenerare ulteriormente nel comportamento verso i colleghi e i soci – con i danni che ciò può comportare a livello di reputazione – per favore fermatevi un minuto (anche due) a pensare ciò che può portare al bene di questa associazione.

FERPI: Il Documento dei Delegati Regionali

Pubblico volentieri il documento redatto e sottoscritto da alcuni consiglieri nazionali e dai delegati regionali FERPI di Triveneto, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna (il sottoscritto), e Piemonte perché penso che la sua diffusione possa arricchire il dibattito sui contenuti in vista della presentazione dei programmi elettorali. Le delegazioni e i delegati regionali hanno un diretto rapporto con i soci e il territorio: sentiamo la necessità di ri-focalizzare il dibattito sulle priorità che sentiamo dalla base dei soci.

FERPI, IL CAMBIAMENTO NECESSARIO 

Rev. 11.04.2018

In relazione al rinnovo degli incarichi associativi della prossima Assemblea di Milano, condividiamo il seguente appello per il ritorno alla FERPI della Professione e dei Territori.

Noi relatori pubblici, impegnati nella gestione delle relazioni con gli stakeholder delle organizzazioni pubbliche e private, siamo costruttori di piattaforme di comunicazione e ascolto, creiamo brand, organizziamo eventi, rappresentiamo interessi, gestiamo risorse e promuoviamo un approccio sostenibile, etico e responsabile.

Per noi i pilastri della comunicazione sono ascolto e condivisione. Questo il vero significato di “Associazione”.

1. PER TORNARE AD ESSERE RAPPRESENTATIVI

Vorremmo una Ferpi capace di rappresentare veramente le istanze dei professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche non solo fra i professionisti ma nel dibattito pubblico complessivo del nostro Paese; una Ferpi presente sui media, nei dibattiti pubblici e nei contesti istituzionali, per evidenziare il ruolo che ci è proprio e per dare valore al sistema paese.

Un’associazione che esprime posizioni su temi centrali per la nostra professione, che guida il dibattito, e non lo subisce, su tematiche come il riconoscimento della professione – dalla legge 4/2013, alla revisione della norma UNI e nel rispetto delle direttive UE – alle conquiste di pari opportunità di accesso al mercato della PA, alle modifiche della legge 150/2000 sui comunicatori nella PA, fino ai grandi temi della previdenza INPGI e dei contratti nazionali di lavoro in grado di valorizzare la figura del relatore pubblico e del comunicatore professionista.

Senza tralasciare i temi centrali come l’etica e la deontologia professionale, che rappresentano una responsabilità civica, prima che professionale.

Per questo crediamo che la Ferpi debba rinnovarsi, per ritrovare la propria ragion d’es-sere nella rappresentanza di quella comunità di professionisti attivi sui diversi fronti della professione: dalla comunicazione d’impresa alla rappresentanza di interessi, alla gestione dei processi relazionali nella PA; dal ruolo strategico della comunicazione al governo degli ambienti digitali, alla consulenza strategica d’immagine e branding.

2. PER TORNARE A PENSARE

È parecchio tempo che manca un chiaro posizionamento di Ferpi su diverse tematiche, frutto soprattutto della mancanza di un “Centro Studi” che rifletta su tali elementi. E’ naturale che non si possano improvvisare contenuti o posizioni, ma è necessario fare leva sulle competenze professionali della nostra associazione, metterli a fattor comune, ed elaborare idee e proposte.

L’idea di realizzare un comitato scientifico permanente di saggi – anche esterni, va proprio in tale direzione – un luogo dove nostri esperti, anche attraverso l’interazione con realtà esterne alla nostra associazione (università, aziende, comunità internazionali) possano elaborare idee innovative e fornire linfa per il dibattito relativo ai grandi temi legati al nostro mondo (Trasformazione Digitale, Sostenibilità, Resilienza, ecc..)

3. CON I TERRITORI E LE PERSONE

I Territori rappresentano l’asse portante della più antica associazione di relatori pub-blici italiana. È qui che si costruisce quella condivisione di esperienze continue tra i soci che rafforza la cultura delle relazioni pubbliche; sono i territori a percepire per primi le
istanze e i bisogni delle Persone, donne e uomini, che affrontano le sfide e le incertezze della professione.

Occorre dar voce alle realtà periferiche dell’Associazione ed alle sue persone in una logica di connessione organizzativa fra i territori e il centro, per ascoltare e connettere, per comprendere i cambiamenti in corso e anticipare quelli futuri. Un ascolto e un’attenzione che negli ultimi anni abbiamo avvertito senza quella indispensabile intensità e continuità necessaria a costruire le condizioni per un vero rilancio dell’Associazione in tutto il territorio nazionale.

Occorre mettere le delegazioni in condizione di poter avere strumenti di ingaggio e con-fronto con le istituzioni territoriali di competenza e poter presentare loro le nostre posizioni sui vari temi che riguardano la professione. Solo con un forte dialogo con gli altri soggetti territoriali, possiamo costruire un’associazione ancora più autorevole e riconosciuta.

4. CON UNA GOVERNANCE CHIARA E PARTECIPATA

Ad oggi, il Consiglio Nazionale (Costituito da 14 rappresentanti) prevede la partecipazione SOLO di 4 delegazioni territoriali (quelle elettive: Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e Tri-veneto).

Riteniamo che sia invece necessario coinvolgere tutte le realtà, per aumentare il senso di appartenenza, intercettare il fabbisogno delle realtà territoriali ed intervenire per rafforzare, ove necessario, la nostra presenza. Questo garantirebbe una maggiore coesione associativa e la capacità di fare maggiore sinergie e lavoro di squadra, e soprattutto consentire a tutta l’associazione di muoversi nello stesso solco politico programmatico, con maggiore determinazione ed efficacia.

I territori devono tornare a essere rappresentati negli organi decisionali della Ferpi, perché dai territori riteniamo possa nascere la nuova classe dirigente dell’Associazione.

5. BILANCIO SOSTENIBILE E QUOTA ASSOCIATIVA

E’ utile ricordare che, nonostante i tanti ingressi in questi in anni, il saldo totale della nostra associazione è in continuo declino (eravamo in 900 ad inizio mandato – ora in circa 750). Ri-teniamo che vada fatta una riflessione seria e capire quali le ragioni di tale distacco, peraltro in molti casi a favore di altre associazioni.

Per tale motivo, sarebbe utile ascoltare “il grado di soddisfazione da parte dei soci” in rapporto alla quota associativa, anche se l’elevata quota di morosità sembra evidenziare un dato inequivocabile.

Sarebbe allora importante capire come aumentare i servizi verso i soci (a quota invariata) o ridurre i costi di gestione per ridurre la quota annuale.

Tra i servizi che ci vengono richiesti si ricordano: Monitoraggio bandi, Monitoraggio finanziamenti, Formazione/consulenza/strumenti accesso a finanziamenti europei e progetti transnazionali, Database giovani comunicatori per favorire l’accesso al mercato e la mobilità intersettoriale. E’ utile inoltre ricordare che oggi gli introiti dell’associazione sono per il 97% basato sulle nostre quote associative e che per l’80% di questi soldi (voci in uscita) coprono soltanto i costi di gestione (1 sede, personale, spese di rappresentanza) e solo il 12% per attività istituzionali. Per le sedi territoriali, asse portante delle attività dell’associazione, è previsto un ammontare pari al 4% del budget disponibile. Il che significa, che tutte le attività del territorio sono realizzate solo attraverso il lavoro significativo delle delegazioni.

Può un’associazione con questo modello rimanere sostenibile senza un cambio di passo nei servizi erogati? Può sostenersi una realtà che si finanzia solo con i soldi dei soci (peraltro in continuo declino)?

6. FEDERALISMO FISCALE

Anche per consentire una maggiore capacità di intervento sul territorio, è necessario im-maginare una distribuzione diversa del budget associativo.

Consentire alle delegazioni territoriali un meccanismo che possa permettere di trattenere una parte della quota degli associati iscritti sul territorio. Tale distribuzione, avverrebbe in un contesto più ampio di perequazione, per calmierare le grosse differenze tra le varie realtà territoriali, in un sistema dove la delegazione più grande offre anche un contributo alle delegazioni più piccole per consentirne un minimo di attività.

7. INIZIATIVE ED EVENTI

Occorre ridare forza ai grandi momenti di visibilità di Ferpi, rilanciando le iniziative tra-dizionali e rafforzando le nuove esperienze che – ancora una volta – i territori in autono-mia promuovono (come nel caso di InpiringPR). Devono diventare patrimonio dell’associazione intera e non attività del singolo territorio e, perché no, prevedendo anche un sistema premiante per le delegazioni che hanno contribuito di più, proprio per far sentire il contributo di tutti.

Lo stesso meccanismo e approccio potrebbe consentire il rilancio dell’Oscar di Bilancio, per diffondere il reale valore del reporting integrato e del ROI della comunicazione in generale. In Italia manca una vera conferenza annuale sulle Relazioni Pubbliche di livello nazionale (e internazionale) che, anche in collaborazione con altri soggetti rappresentativi della comunicazione, possa diventare l’appuntamento di riferimento della professione.

8. FORMAZIONE PROFESSIONALE

E’ necessario ristrutturare il sistema della formazione interna con grande dedizione realizzando una reale formazione di altro profilo, al passo con i tempi e partendo dai bisogni dei territori, realizzando un numero maggiore di corsi più prossimi alle sedi delle delegazioni e sia ricorrendo alle nuove tecnologie (webinar, formazione on line). Ciò consentirebbe una formazione più partecipata e una riduzione dei costi, sia per la realizzazione e sia per i soci (meno spostamenti per raggiungere Roma e Milano e possibilità di usufruire dei corsi fuori orario di lavoro, evitando permessi dall’ufficio e dalle proprie attività).

Una formazione gratuita che – come proposto da alcuni soci – sia orientata a programmi di valore, per sviluppare un sistema di accreditamento a più livelli, ad esempio introducendo crediti formativi anche per alcune attività territoriali, utili al conseguimento della certificazione professionale prevista dalla legge 4/2013.

Sarebbe altresì utile fare leva sul patrimonio di professionalità interne all’associazione – sono tanti i colleghi che hanno esperienze in vari specializzazioni professionali e sarebbe un valore metterle a disposizione dei soci più junior.
Occorre sollecitare i soci a effettuare docenze soprattutto sulle competenze e gli ambiti specifici in cui operano: abbiamo soci che insegnano in molte università italiano, che ope-rano nel settore pubblico, nelle forze armate, nei porti, nella logistica, nell’editoria, nelle re-lazioni internazionali… l’elenco è infinito. Molti sono ambiti cruciali nell’evoluzione econo-mica del paese: dagli accordi Italia-Cina, alla web tax, alla rivoluzione del commercio, ecc.

9. LA PRESENZA INTERNAZIONALE

Ferpi dovrà tornare ad essere presente nella comunità internazionale delle Relazioni Pubbliche, riprendendo e incrementando gli scambi con Euprera, Global Alliance, le altre associazioni nazionali, le altre associazioni internazionali delle RP, eventi come BledCom e rinnovando la partecipazione ai programmi di ricerca e/o gruppi di lavoro/pratica come accadde con gli Stockholm Accords o il Melbourne Mandate.

Il valore dello scambio e della riflessione che avviene in ambito internazionale rappresenta un elemento di crescita per i nostri soci ed un fattore differenziante rispetto ad altre associazioni di comunicatori, limitate solo al contesto italiano.

10. I GIOVANI ED IL FUTURO

Crediamo che il rilancio dell’associazione passi attraverso due azioni che riguardano un mondo oggi distante rispetto alla nostra platea associativa: i giovani.

La prima è il rilancio di UNIFERPI – tornare nelle Università per dialogare con le nuove leve e costruire la consapevolezza rispetto al futuro della professione e delle opportunità. La seconda, trovare la modalità per coinvolgere i tanti neolaureati in attesa di accedere nel mondo del lavoro, che possono trovare nel nostro mondo, un compagno di viaggio per l’approdo professionale.

Siamo convinti che l’autorevolezza di un’associazione si fondi sulla capacità di rappresentanza, sulle competenze e su relazioni istituzionali solide e costruttive. Siamo convinti che un’associazione storica come la Ferpi debba essere in grado di interpretare e rappresentare le dinamiche evolutive della professione, e ciò è possibile solo dando voce ai soci di tutto il territorio, ascoltando proposte ed esperienze di tutti, del singolo professionista così come del manager d’impresa.

CONCLUSIONI

La prossima Assemblea di Milano del 22 giugno rappresenterà un momento importante per la nostra Associazione. Per i soci deve essere l’occasione di partecipare a un grande dibattito sul futuro della professione e sui problemi legati alla trasformazione dei processi comunicativi e relazionali.

Per la Ferpi deve rappresentare l’occasione per sottolineare quel rilancio necessario a coinvolgere i professionisti delle RP, i mestieri della creatività, la cultura di agenzia, i comunicatori pubblici, l’importante platea dei free-lance e i giornalisti in cerca di futuro. E per far questo occorrerà lavorare tutti insieme verso quel comune obiettivo di crescita e sviluppo di una FERPI forte nei territori e autorevole sul piano del dibattito pubblico nazionale.

Per questo motivo i delegati di Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta e Triveneto lanciano insieme questo appello al cambiamento, all’unità e al recupero della centralità della professione del relatore pubblico e dei territori.

Un ap-pello che consideriamo espressione della volontà di molti dei soci che quotidianamente incontriamo e che auspichiamo possa essere recepito e raccolto dai candidati che vorranno presentarsi.

I territori qui rappresentati hanno deciso di lavorare insieme, unire la propria voce per sostenere un percorso condiviso, nell’auspicio che si apra un momento di grande confronto pubblico capace di portare a un candidato rappresentativo di tutta l’Associazione e che abbia nel ritorno alla centralità della professione e dei territori la propria visione programmatica.

È tempo di tornare a “costruire” la Ferpi del futuro, autorevole, inclusiva e connessa.

Firme (in ordine alfabetico)

Giuseppe De Lucia (socio Ferpi Delegato Lazio)

Fabio Famoso (socio Ferpi Consigliere Nazionale)

Eliana Lanza (socio Ferpi Consigliere Nazionale)

Liliana Malimpensa (socio Ferpi Delegato Piemonte V. d’Aosta)

Filippo Nani (socio Ferpi Consigliere Nazionale)

Biagio Oppi (socio Ferpi Delegato Emilia Romagna)

Alessandro Papini (socio Ferpi Delegato Lombardia)

Federica Zar (socio Ferpi Delegato Triveneto)

Aspettando [io non] godot

Sono passati:

>22 gg. dal mio post “Shake Ferpi Shake!”

>18 gg. da: “Shake Ferpi Shake! [édue]”

>solo 15 gg. da “Shake Ferpi Shake! [tutto insieme in un unico post]”

Chiederei venisse pubblicato mio post sul sito Ferpi e/o aperto un forum discussione, ricezione contributi, raccolta idee, punto di ascolto, listening corner, qualK’OSA

Shake Ferpi Shake! [tutto insieme in un unico post]

Si avvicina l’assemblea elettorale e a parte tante chiacchiere non vedo forum in cui si discuta di contenuti e priorità per il nuovo mandato ma soprattutto per i prossimi anni di Ferpi.

A me interesserebbe conoscere i CONTENUTI prima di parlare dei CANDIDATI e lo faccio con il mio blog e i social, sperando di avere qualche reazione. Sinceramente per me i soci candidabili  – più o meno – uguali sono, ma vorrei invece avere un’idea di dove hanno intenzione di posizionare l’associazione.

  1. Anzitutto vorrei capire dai colleghi [e dai potenziali candidati] perché stiamo insieme in Ferpi e come interpretiamo le Relazioni Pubbliche.

Stiamo insieme per essere un sindacato, per fare l’associazione di tutti coloro che hanno che fare con la comunicazione, per aumentare numericamente, per visibilità personale, per avere un codice etico di riferimento, per accreditarci, ….?

Io credo che Ferpi sia l’organizzazione che ha nel suo mandato (in particolare dopo aver sottoscritto e in parte scritto il Melbourne Mandate, 2012) la promozione di una cultura delle relazioni pubbliche e della comunicazione nella società che possa portare beneficio a:

  • noi professionisti del settore (facendo advocacy & formazione) liberi professionisti, consulenti, comunicatori di azienda e uomini e donne di agenzia;
  • i futuri professionisti di RP (facendo orientamento & formazione agli studenti di oggi);
  • le organizzazioni per cui lavoriamo (migliorando il nostro contributo professionale);
  • gli stakeholder con cui interagiamo (giornalisti, decision maker, gruppi di interesse, ecc.);
  • le comunità in cui stiamo e la società in senso più ampio ( prendendo seriamente la nostra responsabilità sociale).

Ricordo che lo Statuto Ferpi recita:

L’attività professionale di Relazioni Pubbliche, unica o preminente, è definita dalla finalità di creare, di sviluppare e di gestire sistemi di relazione con i pubblici influenti sul raggiungimento degli obiettivi perseguiti da singoli, da imprese, da enti, da associazioni, da amministrazioni pubbliche e da altre organizzazioni.

Le Relazioni Pubbliche comportano attività di analisi, di ricerca e di ascolto, di progettazione e pianificazione di programmi specifici di relazione e comunicazione con i pubblici influenti nonché attività di valutazione dei risultati conseguiti.

DOMANDA: Ci identifichiamo in questa idea di RP? O riteniamo che l’associazione debba essere un conglomerato di tutte le professioni legate alla comunicazione?

2. Vorrei inoltre avere un’idea di quali priorità abbiamo per creare valore ai soci

Separarerei le priorità associativo-organizzative (accorpamento territoriale in primis) da quelle di produzione di contenuti e valore per i soci.

A me adesso non interessa tantissimo trovare metodi per reclutare decine di nuovi iscritti in tutte le nuove categorie della comunicazione, se prima non riesco a soddisfare gli attuali soci.

Agli attuali soci, che pagano la quota ogni anno, vorrei fosse offerta la possibilità di:

  • formarsi gratuitamente su programi di valore, eventualmente sviluppando un sistema di accreditamento a più livelli (ad esempio con un accreditamento simile al programma APR della PRSA o quelli della CPRA o di CIPR e seguendo il prezioso lavoro fatto da GA suGlobal Body of Knowledge project);
  • vivere la comunità internazionale delle Relazioni Pubbliche, riprendendo gli scambi con Global ALliance, con le altre associazioni nazionali, con il mondo delle RP che sta fuori dai nostri confini;
  • partecipare a programmi di ricerca e/o gruppi di lavoro/pratica come accadde con gli Stockholm Accords o il Melbourne Mandate;
  • capire in cosa consiste la legge 4/2013 e la legge 150 e come stanno cambiando;
  • pagare meno la quota [vorrei che in tre anni dimezzassimo gli importi].

3. In più vorrei… che Ferpi fosse Protagonista del nostro tempo

3.a Mi piacerebbe inioltre che ogni anno Ferpi potesse approfondire un ambito della nostra professione, producendo un Position Paper e/o un Libro Bianco che coinvolgendo i soci interessati, definisse le idee di Ferpi su specifiche materie per offrire linee guida ai giovani professionisti, per aiutare le istituzioni a definire policy sensate, per discutere insieme agli altri stakeholder di come aiutare la nostra società a migliorarsi. E ce ne sono tanti di ambiti in cui dovremmo intervenire: CSR, comunicazione politica, comunicazione ambientale, comunicazione in sanità, FakeNews, Intelligenza Artificale, Etica & Comunicazione, lobby, ecc. ecc.   

3.b Vorrei che partecipassimo ai forum globali dando il nostro punto di vista, raccontando le relazioni pubbliche italiane e mediterranee, contribuendo ad una migliore comprensione, del nostro Paese e degli altri, dando l’opprtunità di scambi e innovazione con Paesi emergenti e mercati maturi.

3.c Vorrei che quando sui media (TV e stampa) si dibatte pubblicamente di comunicazione, fake news, manipolazione, disinformazione, Ferpi fosse legittimata ad intervenire con un contributo in grado di ribadire i principi generali a cui ci ispiriamo, riportando al centro l’etica e la deontologia che i nostri codici (nazionali e internazionali) definiscono: è una responsabilità oltre che un’opportunità.

3.d Vorrei che gli asset che abbiamo possano essere valorizzati anche esternamente: Oscar di Bilancio, Inspiring PR, i lavori di Toni, il lavoro sulla CSR di Rossella, le riflessioni su disastri naturali e comunicazione responsabile, la formazione di CASP, i gruppi di lavoro su professioni e comunicazione.

e tutto ciò, senza paura di altri presunti competitor…

Secondo Post

Ho ricevuto una marea di feedback, telefonici, email, commenti, post social, ecc. Grazie a tutti, speriamo il prima (non poi) possibile di poterne parlare apertamente con tutti coloro che [senza paure e timori, di cosa poi…] vogliono contribuire con IDEE alla nostra professione, alla nostra associazione e alle comunità in cui siamo inseriti. [Ribadisco che non ho intenzione di candidarmi quindi chiunque può tranquillamente contestare, arricchire, condividere ciò che dico, senza inimicarsi alcuna cordata]

Oltre a ciò che ho già scritto nel primo post tra gli stimoli e le ulteriori riflessioni mi sento di chiedere:

4. Incontriamoci e parliamoci SU-BI-TO: online e live.

Anzitutto, una serie di incontri (4/5) sul territorio, prima che escano i candidati, per raccogliere gli stimoli e sintetizzare in un percorso di ASCOLTO STRUTTURATO le esigenze dei soci da parte delle Delegazioni Territoriali: ai colleghi delle delegazioni mi rivolgo perché sono certo abbiano tanto da dire.

Si apra una sezione/pagina del sito Ferpi (interna o esterna, moderata o non moderata – vedete voi) per dare uno spazio che non sia Facebook/Twitter/LinkedIn in cui argomentare contenuti, prima che di candidati o di persone. Lo ripeto: contenuti prima di candidati o persone. Ma ripeto anche un forum che non soffra l’effimera essenza dei social, dove più di tanto non si può scrivere e si obbedisce all’emotività del momento.

Se non viene fatto il rischio è che ci troveremo tra un paio di settimane con i candidati e i famigerati “programmi“. Dato che un po’ di anni in questa associazione li abbiamo passati, dato che un po’ di elezioni le abbiamo già vissute, dato che qualche consiglio nazionale ormai li abbiamo frequentati, posso tranquillamente affermare che i PROGRAMMI ELETTORALI in questo tipo di associazione non servono a nulla. Non esistono posizioni antitetiche, esiste il NULLA o i CONTENUTI. Quindi muoviamoci!Per essere pragmatici ed efficaci occorre identificare una serie di temi su cui concentrarsi, le priorità e su queste lavorare.

5. Volontarismo e risorse

Le risorse. Il tema del volontarismo e delle risorse economiche che solleva Daniele Chieffi (grazie Daniele) è un tema chiave dell’associazione. Proprio per questo dobbiamo concentrarci su alcuni focus e non seguire il trend degli ultimi anni di numero soci calante (siamo meno di 900 ad oggi) e morosità. Calare l’importo della quota e individuare altri modelli di business per fare ricavi sui nostri clienti attuali e sui potenziali clienti si può seriamente fare.

Ho portato qualche esempio che sarebbe utile copiare da altre associazioni simili alla nostra di altri Paesi:

Influence, il magazine di CIPR distribuito ai soci in cartaceo e in digitale a tutti, dato in outsourcing a una casa editrice specializzata in house organ associativi, proprio per trovarne una sostenibilità;
Le conferenze a pagamento delle nostre consorelle internazionali PRIA, CPRS, PRSA. Ho proposto diverse volte di candidarci per il World Public Relations Forum, avendo già trovato anche i partner per la parte congressuale e di hospitality (!!!!!!!!)
L’iniziativa Vocalias di DirCom
Le membership differenziate per livelli, individuali e aziendali presenti (CIPR, PRIA, tutte praticamente…)
L’investimento sulle risorse umane interne: quasi tutti hanno un segretario generale o un CEO (pagato) che si occupa di sviluppare l’associazione. Noi dovremmo investire sull risorse umane attualmente presenti in associazione.
L’eventuale condivisione o merge con altre associazioni per realizzare inizaitive comuni e ottimizzare gli investimenti (in Austria l’associazione delle agenzie si è fusa con l’associazione dei professionisti; in Croazia condividono la struttura organizzativa, pagando il segretario a metà).

6. Stare insieme per PIACERE PROFESSIONALE

Pensiamo a quanto è bello poter condividere esperienze professionali con i colleghi e al PIACERE dello stare insieme in associazione e investirci un po’ con coraggio:

Quando alla Giornata delle Malattie Rare, ho visto irrompere in quella che è la mia community professionale (malattie rare/sanità) la truppa di Ferpini del Lazio, con Peppe De Lucia, Giulia Pigliucci, Luigi Irioni e Vincenzo Manfredi, ho provato un’istintiva gioia nel condividere con loro l’appuntamento dell’anno.

Quando i colleghi raccontano di essere stati a Inspiring PR, descrivono un’esperienza che, oltre ai contenuti, ha coinvolto e ha restituito il piacere di stare insieme.

Quando parlo con Sergio Vazzoler, Massimo Alesii, Letizia Di Tommaso, Rossella SobrerO, Marta Bonatti, Pierluigi De Rosa, Toni Muzi Falconi e così via… di progetti di ricerca e di pratica delle relazioni pubbliche, sento di vivere la professione al di là del quotidiano. Non è quello che tutti cerchiamo in Ferpi?

Quando stai in un gruppo di lavoro per realizzare un evento, scrivere un libro, intervenire su un tema, hai la sincera voglia di condividere le tue esperienze. Facciamo leva su questo, per cambiare e affrontare i prossimi 10/15 anni per incidere con approfondimenti, conferenze e dibattiti che valorizzino il nostro PURPOSE.

7. Riformare la Governance

Il tema sollevato da Toni della durata del Presidente è molto sensato: io sarei dell’idea di indicare ogni due anni (come si fa in tante società scientifiche, ma anche in Global Alliance) un board con alcuni delegati più un chair elect, un chair in carica, e un past chair, che insieme portano avanti con continuità le attività dell’associazione, aiutano il consiglio eletto e il chair elect a capire come funziona l’associazione e ad inserirsi in un solco preciso. Chiaro è una riforma interna che va condivisa, ma riflettiamoci. Perché sta manfrina dei programmi e dei candidati contrapposti è (a mio avviso) inutile e disfunzionale.

Spero possiate contribuire e condividere le vostre idee. Abbiamo un’associazione piena di risorse intellettuali e professionisti di altissimo livello. Valorizziamoli.

 

Shake Ferpi Shake! [édue]

Ho ricevuto una marea di feedback, telefonici, email, commenti, post social, ecc. Grazie a tutti, speriamo il prima (non poi) possibile di poterne parlare apertamente con tutti coloro che [senza paure e timori, di cosa poi…] vogliono contribuire con IDEE alla nostra professione, alla nostra associazione e alle comunità in cui siamo inseriti. [Ribadisco che non ho intenzione di candidarmi quindi chiunque può tranquillamente contestare, arricchire, condividere ciò che dico, senza inimicarsi alcuna cordata]

Oltre a ciò che ho già scritto nel primo post tra gli stimoli e le ulteriori riflessioni mi sento di chiedere:

Anzitutto, una serie di incontri (4/5) sul territorio, prima che escano i candidati, per raccogliere gli stimoli e sintetizzare in un percorso di ASCOLTO STRUTTURATO le esigenze dei soci da parte delle Delegazioni Territoriali: ai colleghi delle delegazioni mi rivolgo perché sono certo abbiano tanto da dire.

1- si apra una sezione/pagina del sito Ferpi (interna o esterna, moderata o non moderata – vedete voi) per dare uno spazio che non sia Facebook/Twitter/LinkedIn in cui argomentare contenuti, prima che di candidati o di persone. Lo ripeto: contenuti prima di candidati o persone. Ma ripeto anche un forum che non soffra l’effimera essenza dei social, dove più di tanto non si può scrivere e si obbedisce all’emotività del momento.

2- Se non viene fatto il rischio è che ci troveremo tra un paio di settimane con i candidati e i famigerati “programmi“. Dato che un po’ di anni in questa associazione li abbiamo passati, dato che un po’ di elezioni le abbiamo già vissute, dato che qualche consiglio nazionale ormai li abbiamo frequentati, posso tranquillamente affermare che i PROGRAMMI ELETTORALI in questo tipo di associazione non servono a nulla. Non esistono posizioni antitetiche, esiste il NULLA o i CONTENUTI. Quindi muoviamoci!Per essere pragmatici ed efficaci occorre identificare una serie di temi su cui concentrarsi, le priorità e su queste lavorare.

3- Le risorse. Il tema del volontarismo e delle risorse economiche che solleva Daniele Chieffi (grazie Daniele) è un tema chiave dell’associazione. Proprio per questo dobbiamo concentrarci su alcuni focus e non seguire il trend degli ultimi anni di numero soci calante (siamo meno di 900 ad oggi) e morosità. Calare l’importo della quota e individuare altri modelli di business per fare ricavi sui nostri clienti attuali e sui potenziali clienti si può seriamente fare.

Ho portato qualche esempio che sarebbe utile copiare da altre associazioni simili alla nostra di altri Paesi:

  • Influence, il magazine di CIPR distribuito ai soci in cartaceo e in digitale a tutti, dato in outsourcing a una casa editrice specializzata in house organ associativi, proprio per trovarne una sostenibilità;
  • Le conferenze a pagamento delle nostre consorelle internazionali PRIA, CPRS, PRSA. Ho proposto diverse volte di candidarci per il World Public Relations Forum, avendo già trovato anche i partner per la parte congressuale e di hospitality (!!!!!!!!)
  • L’iniziativa Vocalias di DirCom
  • Le membership differenziate per livelli, individuali e aziendali presenti (CIPR, PRIA, tutte praticamente…)
  • L’investimento sulle risorse umane interne: quasi tutti hanno un segretario generale o un CEO (pagato) che si occupa di sviluppare l’associazione. Noi dovremmo investire sull risorse umane attualmente presenti in associazione.
  • L’eventuale condivisione o merge con altre associazioni per realizzare inizaitive comuni e ottimizzare gli investimenti (in Austria l’associazione delle agenzie si è fusa con l’associazione dei professionisti; in Croazia condividono la struttura organizzativa, pagando il segretario a metà).

4- Pensiamo a quanto è bello poter condividere esperienze professionali con i colleghi e al PIACERE dello stare insieme in associazione e investirci un po’ con coraggio:

Quando alla Giornata delle Malattie Rare, ho visto irrompere in quella che è la mia community professionale (malattie rare/sanità) la truppa di Ferpini del Lazio, con Peppe De Lucia, Giulia Pigliucci, Luigi Irioni e Vincenzo Manfredi, ho provato un’istintiva gioia nel condividere con loro l’appuntamento dell’anno.

Quando i colleghi raccontano di essere stati a Inspiring PR, descrivono un’esperienza che, oltre ai contenuti, ha coinvolto e ha restituito il piacere di stare insieme.

Quando parlo con Sergio Vazzoler, Massimo Alesii, Letizia Di Tommaso, Rossella Sobrer, Marta Bonatti, Pierluigi De Rosa, Toni Muzi Falconi e così via… di progetti di ricerca e di pratica delle relazioni pubbliche, sento di vivere la professione al di là del quotidiano. Non è quello che tutti cerchiamo in Ferpi?

Quando stai in un gruppo di lavoro per realizzare un evento, scrivere un libro, intervenire su un tema, hai la sincera voglia di condividere le tue esperienze. Facciamo leva su questo, per cambiare e affrontare i prossimi 10/15 anni per incidere con approfondimenti, conferenze e dibattiti che valorizzino il nostro PURPOSE.

5- il tema sollevato da Toni della durata del presidente è molto sensato: io sarei dell’idea di indicare ogni due anni (come si fa in tante società scientifiche, ma anche in Global Alliance) un board con alcuni delegati più un chair elect, un chair in carica, e un past chair, che insieme portano avanti con continuità le attività dell’associazione, aiutano il consiglio eletto e il chair elect a capire come funziona l’associazione e ad inserirsi in un solco preciso. Chiaro è una riforma interna che va condivisa, ma riflettiamoci. Perché sta manfrina dei programmi e dei candidati contrapposti è (a mio avviso) inutile e disfunzionale. 

Spero possiate contribuire e condividere le vostre idee. Abbiamo un’associazione piena di risorse intellettuali e professionisti di altissimo livello. Valorizziamoli.

Shake Ferpi Shake!

Si avvicina l’assemblea elettorale e a parte tante chiacchiere non vedo forum in cui si discuta di contenuti programmatici per il nuovo mandato.

A me interesserebbe conoscere i CONTENUTI prima di parlare dei CANDIDATI e lo faccio con il mio blog e i social, sperando di avere qualche reazione. Sinceramente per me i soci candidabili  – più o meno – uguali sono, ma vorrei invece avere un’idea di dove hanno intenzione di posizionare l’associazione.

  1. Anzitutto vorrei capire dai colleghi [e dai potenziali candidati] perché stiamo insieme in Ferpi e come interpretiamo le Relazioni Pubbliche.

Stiamo insieme per essere un sindacato, per fare l’associazione di tutti coloro che hanno che fare con la comunicazione, per aumentare numericamente, per visibilità personale, per avere un codice etico di riferimento, per accreditarci, ….?

Io credo che Ferpi sia l’organizzazione che ha nel suo mandato (in particolare dopo aver sottoscritto e in parte scritto il Melbourne Mandate, 2012) la promozione di una cultura delle relazioni pubbliche e della comunicazione nella società che possa portare beneficio a:

  • noi professionisti del settore (facendo advocacy & formazione) liberi professionisti, consulenti, comunicatori di azienda e uomini e donne di agenzia;
  • i futuri professionisti di RP (facendo orientamento & formazione agli studenti di oggi);
  • le organizzazioni per cui lavoriamo (migliorando il nostro contributo professionale);
  • gli stakeholder con cui interagiamo (giornalisti, decision maker, gruppi di interesse, ecc.);
  • le comunità in cui stiamo e la società in senso più ampio ( prendendo seriamente la nostra responsabilità sociale).

Ricordo che lo Statuto Ferpi recita:

L’attività professionale di Relazioni Pubbliche, unica o preminente, è definita dalla finalità di creare, di sviluppare e di gestire sistemi di relazione con i pubblici influenti sul raggiungimento degli obiettivi perseguiti da singoli, da imprese, da enti, da associazioni, da amministrazioni pubbliche e da altre organizzazioni.

Le Relazioni Pubbliche comportano attività di analisi, di ricerca e di ascolto, di progettazione e pianificazione di programmi specifici di relazione e comunicazione con i pubblici influenti nonché attività di valutazione dei risultati conseguiti.

Ci identifichiamo in questa idea di RP?

2. Vorrei inoltre avere un’idea di quali priorità abbiamo per creare valore ai soci

Separarerei le priorità associativo-organizzative (accorpamento territoriale in primis) da quelle di produzione di contenuti e valore per i soci.

A me adesso non interessa tantissimo trovare metodi per reclutare decine di nuovi iscritti in tutte le nuove categorie della comunicazione, se prima non riesco a soddisfare gli attuali soci.

Agli attuali soci, che pagano la quota ogni anno, vorrei fosse offerta la possibilità di:

  • formarsi gratuitamente su programi di valore, eventualmente sviluppando un sistema di accreditamento a più livelli (ad esempio con un accreditamento simile al programma APR della PRSA o quelli della CPRA o di CIPR e seguendo il prezioso lavoro fatto da GA suGlobal Body of Knowledge project);
  • vivere la comunità internazionale delle Relazioni Pubbliche, riprendendo gli scambi con Global ALliance, con le altre associazioni nazionali, con il mondo delle RP che sta fuori dai nostri confini;
  • partecipare a programmi di ricerca e/o gruppi di lavoro/pratica come accadde con gli Stockholm Accords o il Melbourne Mandate;
  • capire in cosa consiste la legge 4/2013 e la legge 150 e come stanno cambiando;
  • pagare meno la quota [vorrei che in tre anni dimezzassimo gli importi].

3. In più vorrei… che Ferpi fosse Protagonista del nostro tempo

3.a Mi piacerebbe inioltre che ogni anno Ferpi potesse approfondire un ambito della nostra professione, producendo un position Paper e/o un Libro Bianco che coinvolgendo i soci interessati, definisse le idee di Ferpi su specifiche materie per offrire linee guida ai giovani professionisti, per aiutare le istituzioni a definire policy sensate, per discutere insieme agli altri stakeholder di come aiutare la nostra società a migliorarsi. E ce ne sono tanti di ambiti in cui dovremmo intervenire: CSR, comunicazione politica, comunicazione ambientale, comunicazione in sanità, FakeNews, Intelligenza Artificale, Etica & Comunicazione, lobby, ecc. ecc.   

3.b Vorrei che partecipassimo ai forum globali dando il nostro punto di vista, raccontando le relazioni pubbliche italiane e mediterranee, contribuendo ad una migliore comprensione, del nostro Paese e degli altri, dando l’opprtunità di scambi e innovazione con Paesi emergenti e mercati maturi.

3.c Vorrei che quando sui media (TV e stampa) si dibatte pubblicamente di comunicazione, fake news, manipolazione, disinformazione, Ferpi fosse legittimata ad intervenire con un contributo in grado di ribadire i principi generali a cui ci ispiriamo, riportando al centro l’etica e la deontologia che i nostri codici (nazionali e internazionali) definiscono: è una responsabilità oltre che un’opportunità.

3.d Vorrei che gli asset che abbiamo possano essere valorizzati anche esternamente: Oscar di Bilancio, Inspiring PR, i lavori di Toni, il lavoro sulla CSR di Rossella, le riflessioni su disastri naturali e comunicazione responsabile, la formazione di CASP, i gruppi di lavoro su professioni e comunicazione.

e tutto ciò, senza paura di altri presunti competitor…

Biagio Oppi (giusto per correttezza e per evitare esercizi e retropensieri faticosi: NON CANDIDATO E NON CANDIDABILE)

 

 

Per una #ComunicazioneResponsabile [e una corretta informazione in campo alimentare]

spot-a-confronto-coi-prodotti-reali-559865_tnLe slides del mio intervento all’incontro “Sana Alimentazione – Spreco Alimentare- Pubblicità Ingannevole” del 23febbraio a RioloTerme dove abbiamo discusso insieme al dottor Fauci di #ComunicazioneResponsabile & corretta alimentazione. Dalla Pubblicità Ingannevole alle FakeNews

Edward Bernays: l’invenzione dell’American Breakfast

Fino agli anni ’20 l’american breakfast non esisteva per come la conosciamo oggi. Ecco uno degli articoli usciti sui giornali americani che hanno istituzionalizzato l’Eggs&Bacon, frutto della campagna di Edward Bernays, per il suo cliente, la Beech-Nut Packing Company.

eggs-bacon bernays article.png

In questa intervista Bernays racconta in un paio di minuti la campagna di PR a favore dell’heavy breakfast a base di Bacon & Eggs..