Tre anni dopo. Una Carta in più

copertina Call to actionDomani sarà il terzo anniversario del terremoto del centro-Italia. In realtà si tratterà del terzo anniversario della prima scossa di una serie di terremoti che hanno sconvolto il centro-Italia tra agosto 2016 e gennaio 2017.

I reportage che hanno cominciato a circolare in questi giorni sui mezzi di informazione, si focalizzano principalmente su ciò che non ha funzionato: si tratta del “topos” mediatico per eccellenza nel racconto dei disastri naturali. La mancata ricostruzione, le inefficienze dell’ “apparato statale”, le comunità disgregate, e così via…

La narrazione positiva dei territori, ciò che è stato invece realizzato e i risultati ottenuti, tende invece a scomparire. L’ovvia motivazione è che la “bad news” è una good news in termini di audience, o si presume lo sia: è la stampa bellezza!

Tuttavia per controbilanciare questa narrazione, una responsabilità cruciale tocca a chi deve mettere in moto questa narrazione positiva che, come abbiamo visto nel caso del terremoto dell’Emilia, ha la capacità di:

  • stimolando lo spirito di emulazione, innescare una spirale positiva nelle comunità colpite e incoraggiare la resilienza;
  • consolidare o migliorare addirittura la brand awareness e la reputazione di un territorio (esempio del Distretto Biomedicale) attraendo così ulteriori investimenti
  • alimentare il capitale sociale, come abbiamo cercato di dimostrare nel paper presentato a BledCom all’inizio di luglio.

 

Dal punto di vista delle relazioni pubbliche, uno degli aspetti positivi nella fase di ricostruzione immateriale post-terremoto centro-Italia è stato lo sforzo di riflessione, insieme a tanti colleghi e soggetti attivi del territorio (soprattutto la Diocesi di Rieti) e non solo, che ha dato origine alla Carta di Rieti.cartadirieti

Non dimentichiamo poi la nascita di community come TerremotoCentroItalia o le altre esperienze di promozione di una cultura della resilienza, come quella promossa ad esempio dall’ANA a Campotosto (cfr. sotto il post di Massimo Alesii) nell’aprile del 2018.

Quindi dal punto di vista dei comunicatori e dei relatori pubblici, che diventi questo anniversario un’opportunità per diffondere l’approccio alla #ComunicazioneResponsabile nei #DisastriNaturali. Con la Carta di Rieti abbiamo una carta in più da giocare.

The Red Side of Change

cover-methodos-lowNon sono un appassionato di libri d’impresa e solitamente ne leggo pochi, ma quelli che hanno a che fare con società di comunicazione/relazioni pubbliche/ pubblicità o personaggi di queste discipline mi interessano da sempre.

Sto leggendo, grazie alla mia ex-collega Carlotta Menghini, The Red Side of Change – Storia di una società fatta per cambiare di Francesco SamoréEd. EGEA-SDA Bocconi. (casa editrice d’eccellenza, ma cui suggerirei di farsi indicizzare un po’ meglio sui motori di ricerca) che racconta 40 anni di storia di Methodos S.p.A. la società di consulenza fondata da Giorgio dal mare e Toni Muzi Falconi.

Oltre al percorso di uomini e donne di grandissime competenze e intelligenze che il libro racconta, sto trovando interessantissimo il percorso sull’evoluzione della comunicazione interna da un lato e tutta la sezione di change management. Se vi capita, merita.

Scheda: Un viaggio. Una storia che racconta in che modo le aziende - e la società italiana tutta - sono state e sono in grado di interpretare il contesto nel quale operano, di evolvere, di cambiare. Nell'opera trovano voce grandi organizzazioni italiane e internazionali che hanno percorso questo viaggio anche con Methodos, società di consulenza che compie 40 anni e che nel cambiamento definisce la propria essenza. Donne e uomini, imprese che hanno lavorato anche cogliendo in anticipo i trend di scenario, le dinamiche che le hanno coinvolte, i macro-temi che hanno definito e definiscono il loro "fare business". Questo cammino condiviso descrive come macro aree tipiche del mondo organizzativo - tra le quali leadership, learning organization, comunicazione, cultura! change management, stakeholder governance - si siano evolute e segnino la trasformazione del contesto nel tempo: anni Ottanta, anni Novanta, primi Duemila, l'oggi. Con uno sguardo già proiettato al futuro. Nella storia di Methodos e di tutta la nostra società. Prefazione di Carlo Alberto Carnevale Maffè.

 

Il giorno del cambiamento [mediatico]

Alcuni appunti al volo, ancora da sistematizzare, sulla giornata di ieri.

Al di là dei contenuti e di ciò che è accaduto in termini strettamente politici, credo che la giornata di ieri abbia rappresentato un momento chiave di trasformazione dal punto di vista della comunicazione e dell’informazione politica.

Abbiamo assistito a un evento quasi unico ad oggi nella storia della Repubblica: la discussione parlamentare di una Mozione di Sfiducia al Governo (che pochi di noi credo abbiano mai seguito per intero) in diretta TV/Streaming. Il tutto senza una regia e  una mediazione, ma con relativa cornice di commenti

Non credo che l’evento sia stato immaginato e disegnato da qualche collega comunicatore politico; tanto che ieri Conte, Salvini, Di Maio e Renzi mi sono sembrati impreparati a sfruttare appieno la piattaforma info-comunicativa che avevano a disposizione… e probabilmente lo si è visto. Per tanti versi mi è sembrata molto simile all’esperienza del Processo Mani Pulite, quando i politici della Prima Repubblica in aula non sapevano come comportarsi. Gli esiti e gli effetti sull’elettorato e sul processo di ricomposizione della crisi li vedremo nei prossimi giorni, ma non possiamo non rilevare alcune opportunità comunicative mancate:

Alla buona prima parte, l’arringa dell’Avvocato del Popolo, è mancata una seconda parte programmatica solida.

Di Maio silente (e gaudente).

Lo spaesamento di Salvini: di luogo (sto qui, vado là?) e di ruolo (sono Ministro, sono il Capitano?). Il discorso di difesa completamente impostato sulle modalità e sui temi abituali di comunicazione televisiva/social.

L’attacco di Renzi, sicuramente a livello retorico ben argomentato ma – conoscendo le capacità dell’uomo – senza la consapevolezza di essere protagonista di un evento mediatico di questa portata.

Forse solo la chiusura alle 20.00 con la presa in carico di responsabilità da parte di Conte, in prima serata in diretta TV, ha avuto la potenza comunicativa che l’evento meritava.

L’unicità dell’evento è stata anche caratterizzata da altri aspetti:

  • dal fatto che abbiamo visto i principali leader politici nel loro ambiente di lavoro naturale, il Parlamento, e non più in uno studio televisivo o su una piattaforma social. Una cosa a cui non siamo praticametne abituati;
  • li abbiamo visti argomentare (o non dire nulla come nel caso di Di Maio) in una diretta ibrida: più o meno tutti noi abbiamo utilizzato un po’ lo streaming e un po’ la televisione;
  • i social (dai sistemi di messaggistica come Whatspp a Twitter) sono diventati un apparato di contesto e di interpretazione collettiva;
  • l’audience doppia, i senatori in aula e gli spettatori a casa, che non ha permesso la semplificazione del linguaggio tipica dell’approccio populista..

Ieri secondo me, ci siamo resi conto che i social media non esauriscono la comunicazione politica e che le nuove tecnologie ci offrono opportunità di trasparenza e informazione che non abbiamo ancora sfruttato. ma vanno regolamentate…

PER IL FUTURO

Io credo che in una riforma del sistema parlamentare andrebbe tenuto presente, come fondamentale azione di trasparenza, un momento (o più momenti) simili a quello a cui abbiamo assistito ieri. Pur esistendo una TV di senato e camera, credo andrebbe ideato e formalizzato un evento Parlamentare trasmesso in diretta TV e streaming web, in cui si rendicontino le cose fatte e si argomentino le posizioni su determinati passaggi parlamentari. Un momento, programmato e definito, di rendicontazione trasparente in cui si levi la foschia che a volte avvolge i Palazzi.

Si tratterebbe, al di là di certa retorica partecipativa, di una opportunità unica di informazione diretta e comunicazione responsabile, nonché quindi di vera partecipazione.

 

Da Bledcom al resto del mondo

Alcune riflessioni dopo la missione italiana a Bled

La missione di quest’anno a Ferpi a Bled ha visto la partecipazione di un gruppo nutrito di soci e professionisti, non solo soci Ferpi, italiani. Da parte di tutti coloro che hanno partecipato c’è l’ovvio interesse a relazionarsi con colleghi esteri e a confrontarsi sui trend delle Relazioni Pubbliche a livello globale.

L’interesse dei colleghi italiani – anche di chi non è venuto – in generale è notevole: a volte mi rendo conto che per avere una maggiore “internazionalizzazione” sarebbe sufficiente offrire un orientamento ai colleghi, in grado di aiutarci a scegliere tra gli appuntamenti internazionali quelli di interesse e cui vale la pena partecipare.

A breve ad esempio c’è la conferenza di Euprera: chi fosse interessato a capire di cosa si tratta può contattarmi anche solo per scambiarci due opinioni. Dato che sono tanti coloro che hanno offerto la loro disponibilità a collaborare al gruppo Relazioni Internazionali, vorrei fare un paio di riflessioni proprio a partire dalla partecipazione a Bledcom.

Continua su Ferpi.it https://www.ferpi.it/news/da-bled-al-resto-del-mondo

Altri pezzi su Bled:

Relazioni Internazionali Ferpi

Stiamo costituendo il gruppo di lavoro sulle Relazioni Internazionali di Ferpi.

Come gli altri gruppi di lavoro, lanciati di recente, abbiamo l’obiettivo di portare valore a Ferpi, ai soci e alle comunità (nazionali/internazionali) di cui facciamo parte.

A fine settembre, 26-28, c’è il Convegno annuale di EUPRERA e nei mesi successivi un’altra serie di appuntamenti molto interessanti.

Il gruppo si focalizzerà su:

  • riattivazione dei rapporti esistenti con le associazioni nazionali di altri Paesi,
  • una maggiore interazione con Global Alliance,
  • diffusione di contenuti internazionali in Italia
  • organizzazione di una serie di eventi internazionali in Italia.

 

Presentata a Bologna la Carta di Rieti

Una piattaforma di linee guida per la #ComunicazioneResponsabile rivolta a giornalisti, comunicatori e manager pubblici, d’impresa e del non-profit. L’evento inserito nel percorso di avvicinamento a BledCom, Verso Bled  

cartadirieti

All’interno del road show “Verso Bled”, il percorso lanciato da Ferpi Lazio, è stata presentata giovedì 13 a Bologna la Carta di Rieti (www.cartadirieti.org) davanti a numerosi stakeholder in rappresentanza di settori e aree differenti.

L’incontro è servito a Biagio Oppi e Stefano Martello per presentare le linee guida della Carta di Rieti, 9 comportamenti da adottare nei disastri naturali dal punto di vista dell’informazione, della comunicazione e della gestione delle relazioni con gli stakeholder. Gli interventi verranno raccolti e sintetizzati in un poster che sarà presentato a BledCom. Toni Muzi Falconi ha introdotto i concetti capitale sociale, mentre Emilio Bonavita dell’OdG Emilia-Romagna ha descritto le principali carte deontologiche dei giornalisti.

Cos’è la Carta

Si tratta di una piattaforma molto flessibile e declinabile nei diversi ambiti di applicazione. Nove comportamenti. Nove attitudini. Da adottare, e da implementare nei contesti emergenziali derivanti da crisi naturali e ambientali, per la corretta gestione dei flussi di:

Comunicazione – le organizzazioni che comunicano sul territorio;

Informazione – il timbro narrativo funzionale al racconto sui media e sui social media;

Governo delle relazioni inteso come gestione dei flussi relazionali in entrata e in uscita con tutti i pubblici.

Per chi è

Gli attori trasversalmente interessati nella fase di Pianificazione e attivamente coinvolti nelle fasi di Contrasto e Ripresa in un contesto emergenziale derivante da crisi naturale sono: Organizzazioni profit; Organizzazioni Non profit; Enti pubblici; Media.

 La Carta di Rieti è espressamente rivolta ai Professionisti che – all’interno degli ambiti sopra indicati – si occupano di Comunicazione, Informazione e Relazioni Pubbliche.

Come utilizzarla

La Carta di Rieti può diventare uno strumento di discussione, dialogo e formazione per: Comunicatori, Giornalisti, Manager delle Organizzazioni Profit/Non-Profit, Dirigenti & Funzionari Pubblici. Alle organizzazioni di rappresentanza (ANCI, PA Social, ODG, FIMA, ManagerItalia, CSV, Comunicatori Pubblici, ecc.) Ferpi propone di sottoscrivere la Carta e sviluppare un piano specifico per il proprio ambito di competenze.

All’incontro hanno partecipato numerosi soci della delegazione emiliano-romagnola, mentre sono intervenuti: Massimo Alesii del gruppo di lavoro disastri e #ComunicazioneResponsabile; il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Emilio Bonavita; Andrea Ferramola, Piera Magnatti e Paolo Longobardi di ManagerItalia; Sergio Vazzoler per conto di FIMA; Toni Muzi Falconi, Letizia Ciancio, Leonardo Nobler e Giuseppe de Lucia del gruppo di lavoro Verso Bled; Damiano Sabuzi Giuliani di Action Aid; Matteo Fortini di TerremotoCentroItalia e Assessore del Comune di Cento; Roberto Arnò di Ascom Confcommercio ReggioEmilia; Andrea Bonazzi della case editrice dei lavori relativi a disastri e #comunicazioneresponsabile Bononia University Press; Vilma Febbroni di Professional Datagest che ha ospitato l’incontro; Antonio Gotti di Studio Kiro, l’agenzia che ha realizzato la grafica e il layout dei materiale della carta e del sito web; alcuni laureandi in Scienze della Comunicazione del laboratorio Comm To Action.

Verso Bled è un’iniziativa promossa da Ferpi Lazio cui hanno aderito Università di Pavia, Associazione Innova/Fiducia, Reputation Institute, Edelman Trust Barometer, Conad, Ferpi Emilia-Romagna.

7 anni fa il #TerremotoEmilia. Oggi è tempo di un nuovo impegno per tutti noi

Sono passati 7 anni dalla prima scossa del Terremoto d’Emilia, che nel 2012 colpì l’area nord di Modena, e le province di Ferrara, Bologna, Mantova e Reggio Emilia.copertina 1 edizione

Dal punto di vista della #comunicazione il Terremoto dell’Emilia, grazie allo stimolo iniziale della Task Force Ferpi e il successivo impegno del gruppo di lavoro, rappresenta un punto cruciale nella riflessione sulla comunicazione, sul ruolo dei comunicatori e sull’impegno dell’associazione nel caso di disastri naturali.

Volendo identificare tre fasi si possono appunto definire questi tre ambiti:

  1. In un primo momento la riflessione si è soffermata su come la comunicazione vada correttamente utilizzata in casi di emergenza, anche nel caso di catastrofi ambientali (più corretto rispetto a naturali, come spesso suggerito da Toni Muzi Falconi).
  2. Successivamente ci si è soffermati su quanto la comunicazione e le relazioni pubbliche potessero incidere nella reazione e nella ricostruzione di un territorio e di una comunità in caso di disastro.
  3. Quindi in una fase più recente e matura siamo giunti alla Call To Action per la #ComunicazioneReponsabile che sta concretizzandosi nella Carta di Rieti con cui stiamo proponendo a comunicatori, Ferpi e altri stakeholder (giornalisti, manager e Pubblica Amministrazione in primis) una serie di linee guida da declinare sui rispettivi ambiti di pertinenza.

Stefano Martello, Dominico Pompili (Vescovo di Rieti) ed io siamo stati i curatori del testo CALL TO ACTION VERSO UNA COMUNICAZIONE RESPONSABILE NEI DISASTRI NATURALI, ma a breve saremo in grado di presentare al workshop del 13 giugno a Bologna (chi volesse partecipare può scrivere a ferpi.emiliaromagna@gmail.com) e al simposio internazionale di BledCom un’elaborazione avanzata che si concretizzerà in una vera e propria mappa concettuale con le linee guida, realizzate grazie all’intervento di partner insostituibili come ad esempio Sergio Vazzoler.

Per  portare avanti l’idea di una #ComunicazioneResponsabile e aiutare chi purtroppo si troverà ad affrontare i prossimi disastri naturali e ambientali in Italia e all’estero, avremo bisogno di tutti i colleghi, soci Ferpi, amici e stakeholder che vogliono incidere positivamente sulla (e con la) professione. Il cammino è ancora lungo, ma siamo a buon punto.