Da Bledcom al resto del mondo

Alcune riflessioni dopo la missione italiana a Bled

La missione di quest’anno a Ferpi a Bled ha visto la partecipazione di un gruppo nutrito di soci e professionisti, non solo soci Ferpi, italiani. Da parte di tutti coloro che hanno partecipato c’è l’ovvio interesse a relazionarsi con colleghi esteri e a confrontarsi sui trend delle Relazioni Pubbliche a livello globale.

L’interesse dei colleghi italiani – anche di chi non è venuto – in generale è notevole: a volte mi rendo conto che per avere una maggiore “internazionalizzazione” sarebbe sufficiente offrire un orientamento ai colleghi, in grado di aiutarci a scegliere tra gli appuntamenti internazionali quelli di interesse e cui vale la pena partecipare.

A breve ad esempio c’è la conferenza di Euprera: chi fosse interessato a capire di cosa si tratta può contattarmi anche solo per scambiarci due opinioni. Dato che sono tanti coloro che hanno offerto la loro disponibilità a collaborare al gruppo Relazioni Internazionali, vorrei fare un paio di riflessioni proprio a partire dalla partecipazione a Bledcom.

Continua su Ferpi.it https://www.ferpi.it/news/da-bled-al-resto-del-mondo

Altri pezzi su Bled:

Relazioni Internazionali Ferpi

Stiamo costituendo il gruppo di lavoro sulle Relazioni Internazionali di Ferpi.

Come gli altri gruppi di lavoro, lanciati di recente, abbiamo l’obiettivo di portare valore a Ferpi, ai soci e alle comunità (nazionali/internazionali) di cui facciamo parte.

A fine settembre, 26-28, c’è il Convegno annuale di EUPRERA e nei mesi successivi un’altra serie di appuntamenti molto interessanti.

Il gruppo si focalizzerà su:

  • riattivazione dei rapporti esistenti con le associazioni nazionali di altri Paesi,
  • una maggiore interazione con Global Alliance,
  • diffusione di contenuti internazionali in Italia
  • organizzazione di una serie di eventi internazionali in Italia.

 

Presentata a Bologna la Carta di Rieti

Una piattaforma di linee guida per la #ComunicazioneResponsabile rivolta a giornalisti, comunicatori e manager pubblici, d’impresa e del non-profit. L’evento inserito nel percorso di avvicinamento a BledCom, Verso Bled  

cartadirieti

All’interno del road show “Verso Bled”, il percorso lanciato da Ferpi Lazio, è stata presentata giovedì 13 a Bologna la Carta di Rieti (www.cartadirieti.org) davanti a numerosi stakeholder in rappresentanza di settori e aree differenti.

L’incontro è servito a Biagio Oppi e Stefano Martello per presentare le linee guida della Carta di Rieti, 9 comportamenti da adottare nei disastri naturali dal punto di vista dell’informazione, della comunicazione e della gestione delle relazioni con gli stakeholder. Gli interventi verranno raccolti e sintetizzati in un poster che sarà presentato a BledCom. Toni Muzi Falconi ha introdotto i concetti capitale sociale, mentre Emilio Bonavita dell’OdG Emilia-Romagna ha descritto le principali carte deontologiche dei giornalisti.

Cos’è la Carta

Si tratta di una piattaforma molto flessibile e declinabile nei diversi ambiti di applicazione. Nove comportamenti. Nove attitudini. Da adottare, e da implementare nei contesti emergenziali derivanti da crisi naturali e ambientali, per la corretta gestione dei flussi di:

Comunicazione – le organizzazioni che comunicano sul territorio;

Informazione – il timbro narrativo funzionale al racconto sui media e sui social media;

Governo delle relazioni inteso come gestione dei flussi relazionali in entrata e in uscita con tutti i pubblici.

Per chi è

Gli attori trasversalmente interessati nella fase di Pianificazione e attivamente coinvolti nelle fasi di Contrasto e Ripresa in un contesto emergenziale derivante da crisi naturale sono: Organizzazioni profit; Organizzazioni Non profit; Enti pubblici; Media.

 La Carta di Rieti è espressamente rivolta ai Professionisti che – all’interno degli ambiti sopra indicati – si occupano di Comunicazione, Informazione e Relazioni Pubbliche.

Come utilizzarla

La Carta di Rieti può diventare uno strumento di discussione, dialogo e formazione per: Comunicatori, Giornalisti, Manager delle Organizzazioni Profit/Non-Profit, Dirigenti & Funzionari Pubblici. Alle organizzazioni di rappresentanza (ANCI, PA Social, ODG, FIMA, ManagerItalia, CSV, Comunicatori Pubblici, ecc.) Ferpi propone di sottoscrivere la Carta e sviluppare un piano specifico per il proprio ambito di competenze.

All’incontro hanno partecipato numerosi soci della delegazione emiliano-romagnola, mentre sono intervenuti: Massimo Alesii del gruppo di lavoro disastri e #ComunicazioneResponsabile; il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Emilio Bonavita; Andrea Ferramola, Piera Magnatti e Paolo Longobardi di ManagerItalia; Sergio Vazzoler per conto di FIMA; Toni Muzi Falconi, Letizia Ciancio, Leonardo Nobler e Giuseppe de Lucia del gruppo di lavoro Verso Bled; Damiano Sabuzi Giuliani di Action Aid; Matteo Fortini di TerremotoCentroItalia e Assessore del Comune di Cento; Roberto Arnò di Ascom Confcommercio ReggioEmilia; Andrea Bonazzi della case editrice dei lavori relativi a disastri e #comunicazioneresponsabile Bononia University Press; Vilma Febbroni di Professional Datagest che ha ospitato l’incontro; Antonio Gotti di Studio Kiro, l’agenzia che ha realizzato la grafica e il layout dei materiale della carta e del sito web; alcuni laureandi in Scienze della Comunicazione del laboratorio Comm To Action.

Verso Bled è un’iniziativa promossa da Ferpi Lazio cui hanno aderito Università di Pavia, Associazione Innova/Fiducia, Reputation Institute, Edelman Trust Barometer, Conad, Ferpi Emilia-Romagna.

7 anni fa il #TerremotoEmilia. Oggi è tempo di un nuovo impegno per tutti noi

Sono passati 7 anni dalla prima scossa del Terremoto d’Emilia, che nel 2012 colpì l’area nord di Modena, e le province di Ferrara, Bologna, Mantova e Reggio Emilia.copertina 1 edizione

Dal punto di vista della #comunicazione il Terremoto dell’Emilia, grazie allo stimolo iniziale della Task Force Ferpi e il successivo impegno del gruppo di lavoro, rappresenta un punto cruciale nella riflessione sulla comunicazione, sul ruolo dei comunicatori e sull’impegno dell’associazione nel caso di disastri naturali.

Volendo identificare tre fasi si possono appunto definire questi tre ambiti:

  1. In un primo momento la riflessione si è soffermata su come la comunicazione vada correttamente utilizzata in casi di emergenza, anche nel caso di catastrofi ambientali (più corretto rispetto a naturali, come spesso suggerito da Toni Muzi Falconi).
  2. Successivamente ci si è soffermati su quanto la comunicazione e le relazioni pubbliche potessero incidere nella reazione e nella ricostruzione di un territorio e di una comunità in caso di disastro.
  3. Quindi in una fase più recente e matura siamo giunti alla Call To Action per la #ComunicazioneReponsabile che sta concretizzandosi nella Carta di Rieti con cui stiamo proponendo a comunicatori, Ferpi e altri stakeholder (giornalisti, manager e Pubblica Amministrazione in primis) una serie di linee guida da declinare sui rispettivi ambiti di pertinenza.

Stefano Martello, Dominico Pompili (Vescovo di Rieti) ed io siamo stati i curatori del testo CALL TO ACTION VERSO UNA COMUNICAZIONE RESPONSABILE NEI DISASTRI NATURALI, ma a breve saremo in grado di presentare al workshop del 13 giugno a Bologna (chi volesse partecipare può scrivere a ferpi.emiliaromagna@gmail.com) e al simposio internazionale di BledCom un’elaborazione avanzata che si concretizzerà in una vera e propria mappa concettuale con le linee guida, realizzate grazie all’intervento di partner insostituibili come ad esempio Sergio Vazzoler.

Per  portare avanti l’idea di una #ComunicazioneResponsabile e aiutare chi purtroppo si troverà ad affrontare i prossimi disastri naturali e ambientali in Italia e all’estero, avremo bisogno di tutti i colleghi, soci Ferpi, amici e stakeholder che vogliono incidere positivamente sulla (e con la) professione. Il cammino è ancora lungo, ma siamo a buon punto.

Qual è il ruolo di Ferpi a livello internazionale? [1a parte]

(riflessione pubblicata per Ferpi Futura il blog di Rossella Sobrero candidata alla presidenza di Ferpi)
Prima parte

GLOBAL ALLIANCE & EUPRERA

Mi concentro sugli ultimi vent’anni per Ferpi è stata tra i 25 founding members che hanno dato vita alla federazione internazionale delle associazioni di comunicatori e relatori pubblici: Global Alliance for Public Relations and Communications Management.

Tra queste associazioni, nostre consorelle, ci sono l’americana PRSA (Public Relations Society of America) che è la più grande e numerosa al mondo per numero di soci, l’inglese CIPR Chartered Institute of Public Relations, i canadesi di CPRS, gli australiani della PRIA, i sudafricani di PRISA (di cui ricordiamo con affetto la bravissima collega Ronel Rensburg scomparsa da pochi giorni), la spagnola DirCom e così via. L’elenco completo è disponibile sul sito www.globalalliancepr.org/partners con relativa presentazione delle diverse associazioni nazionali (peccato che il testo su Ferpi sia in Italiano – proviamo a correggerlo) e diverse realtà accademiche focalizzate sulle relazioni pubbliche.

In Global Alliance, Ferpi ha svolto in più momenti un ruolo chiave:

· prima con la presidenza di Toni Muzi Falconi e la redazione del primo Code of Ethics (di recente aggiornato (2018: www.globalalliancepr.org/code-of-ethics),

· poi con l’organizzazione dei due primi World Public Relations Forum (che all’inizio si chiamavano Festival: 2003 Roma, 2005 Trieste),

· quindi con il segretariato generale di Amanda Jane Succi,

· ma soprattutto con la grande partecipazione (guidata ancora da Toni) alla realizzazione degli Stokholm Accords nel 2010 e successivamente alla loro declinazione, fino poi ad arrivare al contributo per il Melbourne Mandate (2012)

· e all’organizzazione dell’Annual Global Meeting delle associazioni a Milano nel 2015 durante l’EXPO.

Nel corso di questi anni a parte il sottoscritto, altri colleghi – come Marco Massarotto – hanno servito Global Alliance, ma dal 2015 manca una rappresentanza formale italiana nel board.

Oltre a Global Alliance, Ferpi è associata ad un’altra organizzazione ombrello chiamata Euprera, che venne fondata nel 1959 con il nome di “CERP Education & Research”, e che nel 2000 di trasformò in “EUPRERA” – European Public Relations Education and Research Association. Euprera svolge un ruolo più focalizzato alla ricerca e di rappresentanza delle istituzioni accademiche di relazioni pubbliche e comunicazione. Anche in Euprera l’Italia ha ricoperto un ruolo rilevante: oggi siede nel board una collega di valore come la professoressa di IULM, Stefania Romenti, e in passato abbiamo avuto la presidenza di Emanuele Invernizzi (2010-2011) che è stato nominato “Distinguished Public Relations Scholar” di Euprera e tra i fondatori il collega bolognese Tino Ferrari.

PERCHE’ FACCIAMO PARTE DI GLOBAL ALLIANCE & EUPRERA

Queste due realtà non sono le uniche grandi realtà delle Relazioni Pubbliche a livello internazionale: oltre all’associazione più grande al mondo cioè l’International Association of Business Communication (che faceva parte di Global ALliance e poi ne è uscita) ci sono l’Arthur Page Society, che ha come membri i CCO statuntensi delle grandi aziende, IPRA – International Public Relations Association, ma anche l’Institute of Public Relations – IPR e European Association of Communication Directors (EACD). Ci sono anche importanti appuntamenti come il Simposio di Bled (cui ques’anno parteciperemo in forze), la conferenza annuale nell’area balcanica PRO-PR (che pochi giorni fa ha visto premiati Biagio Carrano e Stefano Rolando) e la conferenza di International History of Public Relations Conference.

Tuttavia Global Alliance e Euprera rappresentano i pilastri, o meglio, i punti cardinali entro i quali Ferpi storicamente si riconosce e dovrebbe agire: come per l’Italia esistono l’Alleanza Atlantica e l’Unione Europea, così per la Ferpi ci sono Global Alliance e Euprera.

Partecipare a questi organismi comporta un impegno da parte di Ferpi. Mi concentro su Global Alliance in particolare: come minimo occorre partecipare all’annual meeting delle associazioni (con Presidente e Segretario), bisognerebbe proporre un National Board Member Delegate – un delegato nazionale che per due anni rappresenti il paese -, sarebbe utile favorire la partecipazione di gruppi di italiani al World PR Forum ogni due anni, oltre che la partecipazione ai progetti che Global Alliance lancia come è stato con The Global Capabilities Framework Project e la revisione del Code of Ethics, che purtroppo ci hanno visto passi spettatori.

Per farlo occorre un commitment: da parte del Presidente di Ferpi e del delegato alle relazioni internazionali, oltre che di una squadra che possa essere coinvolta attivamente.

I VANTAGGI E IL RUOLO PER FERPI

I vantaggi per l’associazione sono importantissimi e sono rappresentati dalla possibilità di:

contribuire all’evoluzione della pratica, alla riflessione deontologica e alla ricerca a livello internazionale;

potersi riconoscere in una comunità più ampia, di scala mondiale, e confrontarsi con le altre associazioni per individuare i grandi temi che riguardano la professione e il futuro, riportandoli poi all’interno del contesto nazionale;

confrontarsi concretamente all’Annual Global Meeting con i rappresentanti delle altre associazioni sulle soluzioni ai problemi comuni che tutte le organizzazioni hanno (scarsità di fondi, riconoscimento della professione, standard etici aggiornati);

ritagliarsi un ruolo: il nostro sarebbe quello di guidare l’area mediterranea insieme ai colleghi spagnoli, favorendo la nascita di associazioni nei paesi in cui la professione comincia a venire riconosciuta, incoraggiando lo scambio di esperienze e producendo una riflessione incentrata sul mondo di fare relazioni pubbliche nella area del mediterraneo (come in passato si era tentato di fare con MedCom).

I soci di Ferpi che in passato hanno partecipato alle missioni in US, Sudafrica, Australia, Svezia, Inghilterra e Spagna, durante i World PR Forum, possono testimoniare l’arricchimento culturale e relazionale, che queste opportunità hanno rappresentato e che distinguono Ferpi da qualsiasi altra associazione di comunicatori in Italia.

Oggi abbiamo la necessità di riprendere in mano il discorso internazionale, ricostruendo una rete di relazioni e proponendo ai soci nuove opportunità di confronto e incontro con i colleghi internazionali, oltre che tornando a essere protagonisti delle attività di Global Alliance.

[seguirà Seconda parte]

Siamo Uomini o Spindottori? Il parere di Little Nemo

[Dichiaro fin d’ora per trasparenza che, dopo l’ennesima scorrettezza, sosterrò Rossella Sobrero, in modo che non ci siano fraintendimenti. I motivi li esporrò prossimamente, ma voglio concentrarmi su un altro aspetto.]

Ieri sono stati pubblicati i documenti programmatici e i soci firmatari candidati alla presidenza Ferpi: oltre al presidente uscente, c’è la candidatura di Rossella Sobrero, e – a sorpresa – quella di due colleghi che professionalmente stimo come Nobler e Paciello.

little_nemo_italianoQuesta notte, sono caduto dal letto perché nel sonno mi son perso per Slumberland dove ho incontrato Little Nemo che mi ha rivelato:

1. che due candidati si ritireranno e appoggeranno uno degli altri candidati

2. che queste due candidature fanno parte della strategia di uno dei candidati

3. che il ritiro dei due ha una quota 1,1 su BìUìn, scomesse online

Al che gli ho chiesto…

Ma Siamo Uomini o Spindottori?

Ora io capisco che tanti di noi si occupino di campagne elettorali, politiche, associative e simili, ma pensare che all’interno della nostra associazioni si mettano in campo strategie di #distrazione (si veda tutta la fuffa messa in campo sul tema Inpgi quando chiedevo ad inizio marzo di confrontarci sui temi e non sui candidati) e #deception (questa delle liste civetta davvero è incredibile) mi lascia davvero perplesso su quanto si abbia a cuore il bene dell’associazione.

La Ferpi non è un clubbino in cui fare i propri esercizi da spin-doctor. L’appartenenza e il servizio in Ferpi hanno prima di tutto un valore etico-deontologico. Ma avete presente cosa dicono il nostro codice etico e quello di Global Alliance a cui aderiamo?

I SOCI HANNO BISOGNO DI CHIAREZZA E TRASPARENZA. Non di essere ingannati o peggio ancora confusi.

CHI SI CANDIDA DAVVERO? QUALI SONO LE PROPOSTE VERE? QUALI SONO I TEAM CHE VI SOSTENGONO?

Prima di degenerare ulteriormente nel comportamento verso i colleghi e i soci – con i danni che ciò può comportare a livello di reputazione – per favore fermatevi un minuto (anche due) a pensare ciò che può portare al bene di questa associazione.

FERPI: Il Documento dei Delegati Regionali

Pubblico volentieri il documento redatto e sottoscritto da alcuni consiglieri nazionali e dai delegati regionali FERPI di Triveneto, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna (il sottoscritto), e Piemonte perché penso che la sua diffusione possa arricchire il dibattito sui contenuti in vista della presentazione dei programmi elettorali. Le delegazioni e i delegati regionali hanno un diretto rapporto con i soci e il territorio: sentiamo la necessità di ri-focalizzare il dibattito sulle priorità che sentiamo dalla base dei soci.

FERPI, IL CAMBIAMENTO NECESSARIO 

Rev. 11.04.2018

In relazione al rinnovo degli incarichi associativi della prossima Assemblea di Milano, condividiamo il seguente appello per il ritorno alla FERPI della Professione e dei Territori.

Noi relatori pubblici, impegnati nella gestione delle relazioni con gli stakeholder delle organizzazioni pubbliche e private, siamo costruttori di piattaforme di comunicazione e ascolto, creiamo brand, organizziamo eventi, rappresentiamo interessi, gestiamo risorse e promuoviamo un approccio sostenibile, etico e responsabile.

Per noi i pilastri della comunicazione sono ascolto e condivisione. Questo il vero significato di “Associazione”.

1. PER TORNARE AD ESSERE RAPPRESENTATIVI

Vorremmo una Ferpi capace di rappresentare veramente le istanze dei professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche non solo fra i professionisti ma nel dibattito pubblico complessivo del nostro Paese; una Ferpi presente sui media, nei dibattiti pubblici e nei contesti istituzionali, per evidenziare il ruolo che ci è proprio e per dare valore al sistema paese.

Un’associazione che esprime posizioni su temi centrali per la nostra professione, che guida il dibattito, e non lo subisce, su tematiche come il riconoscimento della professione – dalla legge 4/2013, alla revisione della norma UNI e nel rispetto delle direttive UE – alle conquiste di pari opportunità di accesso al mercato della PA, alle modifiche della legge 150/2000 sui comunicatori nella PA, fino ai grandi temi della previdenza INPGI e dei contratti nazionali di lavoro in grado di valorizzare la figura del relatore pubblico e del comunicatore professionista.

Senza tralasciare i temi centrali come l’etica e la deontologia professionale, che rappresentano una responsabilità civica, prima che professionale.

Per questo crediamo che la Ferpi debba rinnovarsi, per ritrovare la propria ragion d’es-sere nella rappresentanza di quella comunità di professionisti attivi sui diversi fronti della professione: dalla comunicazione d’impresa alla rappresentanza di interessi, alla gestione dei processi relazionali nella PA; dal ruolo strategico della comunicazione al governo degli ambienti digitali, alla consulenza strategica d’immagine e branding.

2. PER TORNARE A PENSARE

È parecchio tempo che manca un chiaro posizionamento di Ferpi su diverse tematiche, frutto soprattutto della mancanza di un “Centro Studi” che rifletta su tali elementi. E’ naturale che non si possano improvvisare contenuti o posizioni, ma è necessario fare leva sulle competenze professionali della nostra associazione, metterli a fattor comune, ed elaborare idee e proposte.

L’idea di realizzare un comitato scientifico permanente di saggi – anche esterni, va proprio in tale direzione – un luogo dove nostri esperti, anche attraverso l’interazione con realtà esterne alla nostra associazione (università, aziende, comunità internazionali) possano elaborare idee innovative e fornire linfa per il dibattito relativo ai grandi temi legati al nostro mondo (Trasformazione Digitale, Sostenibilità, Resilienza, ecc..)

3. CON I TERRITORI E LE PERSONE

I Territori rappresentano l’asse portante della più antica associazione di relatori pub-blici italiana. È qui che si costruisce quella condivisione di esperienze continue tra i soci che rafforza la cultura delle relazioni pubbliche; sono i territori a percepire per primi le
istanze e i bisogni delle Persone, donne e uomini, che affrontano le sfide e le incertezze della professione.

Occorre dar voce alle realtà periferiche dell’Associazione ed alle sue persone in una logica di connessione organizzativa fra i territori e il centro, per ascoltare e connettere, per comprendere i cambiamenti in corso e anticipare quelli futuri. Un ascolto e un’attenzione che negli ultimi anni abbiamo avvertito senza quella indispensabile intensità e continuità necessaria a costruire le condizioni per un vero rilancio dell’Associazione in tutto il territorio nazionale.

Occorre mettere le delegazioni in condizione di poter avere strumenti di ingaggio e con-fronto con le istituzioni territoriali di competenza e poter presentare loro le nostre posizioni sui vari temi che riguardano la professione. Solo con un forte dialogo con gli altri soggetti territoriali, possiamo costruire un’associazione ancora più autorevole e riconosciuta.

4. CON UNA GOVERNANCE CHIARA E PARTECIPATA

Ad oggi, il Consiglio Nazionale (Costituito da 14 rappresentanti) prevede la partecipazione SOLO di 4 delegazioni territoriali (quelle elettive: Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e Tri-veneto).

Riteniamo che sia invece necessario coinvolgere tutte le realtà, per aumentare il senso di appartenenza, intercettare il fabbisogno delle realtà territoriali ed intervenire per rafforzare, ove necessario, la nostra presenza. Questo garantirebbe una maggiore coesione associativa e la capacità di fare maggiore sinergie e lavoro di squadra, e soprattutto consentire a tutta l’associazione di muoversi nello stesso solco politico programmatico, con maggiore determinazione ed efficacia.

I territori devono tornare a essere rappresentati negli organi decisionali della Ferpi, perché dai territori riteniamo possa nascere la nuova classe dirigente dell’Associazione.

5. BILANCIO SOSTENIBILE E QUOTA ASSOCIATIVA

E’ utile ricordare che, nonostante i tanti ingressi in questi in anni, il saldo totale della nostra associazione è in continuo declino (eravamo in 900 ad inizio mandato – ora in circa 750). Ri-teniamo che vada fatta una riflessione seria e capire quali le ragioni di tale distacco, peraltro in molti casi a favore di altre associazioni.

Per tale motivo, sarebbe utile ascoltare “il grado di soddisfazione da parte dei soci” in rapporto alla quota associativa, anche se l’elevata quota di morosità sembra evidenziare un dato inequivocabile.

Sarebbe allora importante capire come aumentare i servizi verso i soci (a quota invariata) o ridurre i costi di gestione per ridurre la quota annuale.

Tra i servizi che ci vengono richiesti si ricordano: Monitoraggio bandi, Monitoraggio finanziamenti, Formazione/consulenza/strumenti accesso a finanziamenti europei e progetti transnazionali, Database giovani comunicatori per favorire l’accesso al mercato e la mobilità intersettoriale. E’ utile inoltre ricordare che oggi gli introiti dell’associazione sono per il 97% basato sulle nostre quote associative e che per l’80% di questi soldi (voci in uscita) coprono soltanto i costi di gestione (1 sede, personale, spese di rappresentanza) e solo il 12% per attività istituzionali. Per le sedi territoriali, asse portante delle attività dell’associazione, è previsto un ammontare pari al 4% del budget disponibile. Il che significa, che tutte le attività del territorio sono realizzate solo attraverso il lavoro significativo delle delegazioni.

Può un’associazione con questo modello rimanere sostenibile senza un cambio di passo nei servizi erogati? Può sostenersi una realtà che si finanzia solo con i soldi dei soci (peraltro in continuo declino)?

6. FEDERALISMO FISCALE

Anche per consentire una maggiore capacità di intervento sul territorio, è necessario im-maginare una distribuzione diversa del budget associativo.

Consentire alle delegazioni territoriali un meccanismo che possa permettere di trattenere una parte della quota degli associati iscritti sul territorio. Tale distribuzione, avverrebbe in un contesto più ampio di perequazione, per calmierare le grosse differenze tra le varie realtà territoriali, in un sistema dove la delegazione più grande offre anche un contributo alle delegazioni più piccole per consentirne un minimo di attività.

7. INIZIATIVE ED EVENTI

Occorre ridare forza ai grandi momenti di visibilità di Ferpi, rilanciando le iniziative tra-dizionali e rafforzando le nuove esperienze che – ancora una volta – i territori in autono-mia promuovono (come nel caso di InpiringPR). Devono diventare patrimonio dell’associazione intera e non attività del singolo territorio e, perché no, prevedendo anche un sistema premiante per le delegazioni che hanno contribuito di più, proprio per far sentire il contributo di tutti.

Lo stesso meccanismo e approccio potrebbe consentire il rilancio dell’Oscar di Bilancio, per diffondere il reale valore del reporting integrato e del ROI della comunicazione in generale. In Italia manca una vera conferenza annuale sulle Relazioni Pubbliche di livello nazionale (e internazionale) che, anche in collaborazione con altri soggetti rappresentativi della comunicazione, possa diventare l’appuntamento di riferimento della professione.

8. FORMAZIONE PROFESSIONALE

E’ necessario ristrutturare il sistema della formazione interna con grande dedizione realizzando una reale formazione di altro profilo, al passo con i tempi e partendo dai bisogni dei territori, realizzando un numero maggiore di corsi più prossimi alle sedi delle delegazioni e sia ricorrendo alle nuove tecnologie (webinar, formazione on line). Ciò consentirebbe una formazione più partecipata e una riduzione dei costi, sia per la realizzazione e sia per i soci (meno spostamenti per raggiungere Roma e Milano e possibilità di usufruire dei corsi fuori orario di lavoro, evitando permessi dall’ufficio e dalle proprie attività).

Una formazione gratuita che – come proposto da alcuni soci – sia orientata a programmi di valore, per sviluppare un sistema di accreditamento a più livelli, ad esempio introducendo crediti formativi anche per alcune attività territoriali, utili al conseguimento della certificazione professionale prevista dalla legge 4/2013.

Sarebbe altresì utile fare leva sul patrimonio di professionalità interne all’associazione – sono tanti i colleghi che hanno esperienze in vari specializzazioni professionali e sarebbe un valore metterle a disposizione dei soci più junior.
Occorre sollecitare i soci a effettuare docenze soprattutto sulle competenze e gli ambiti specifici in cui operano: abbiamo soci che insegnano in molte università italiano, che ope-rano nel settore pubblico, nelle forze armate, nei porti, nella logistica, nell’editoria, nelle re-lazioni internazionali… l’elenco è infinito. Molti sono ambiti cruciali nell’evoluzione econo-mica del paese: dagli accordi Italia-Cina, alla web tax, alla rivoluzione del commercio, ecc.

9. LA PRESENZA INTERNAZIONALE

Ferpi dovrà tornare ad essere presente nella comunità internazionale delle Relazioni Pubbliche, riprendendo e incrementando gli scambi con Euprera, Global Alliance, le altre associazioni nazionali, le altre associazioni internazionali delle RP, eventi come BledCom e rinnovando la partecipazione ai programmi di ricerca e/o gruppi di lavoro/pratica come accadde con gli Stockholm Accords o il Melbourne Mandate.

Il valore dello scambio e della riflessione che avviene in ambito internazionale rappresenta un elemento di crescita per i nostri soci ed un fattore differenziante rispetto ad altre associazioni di comunicatori, limitate solo al contesto italiano.

10. I GIOVANI ED IL FUTURO

Crediamo che il rilancio dell’associazione passi attraverso due azioni che riguardano un mondo oggi distante rispetto alla nostra platea associativa: i giovani.

La prima è il rilancio di UNIFERPI – tornare nelle Università per dialogare con le nuove leve e costruire la consapevolezza rispetto al futuro della professione e delle opportunità. La seconda, trovare la modalità per coinvolgere i tanti neolaureati in attesa di accedere nel mondo del lavoro, che possono trovare nel nostro mondo, un compagno di viaggio per l’approdo professionale.

Siamo convinti che l’autorevolezza di un’associazione si fondi sulla capacità di rappresentanza, sulle competenze e su relazioni istituzionali solide e costruttive. Siamo convinti che un’associazione storica come la Ferpi debba essere in grado di interpretare e rappresentare le dinamiche evolutive della professione, e ciò è possibile solo dando voce ai soci di tutto il territorio, ascoltando proposte ed esperienze di tutti, del singolo professionista così come del manager d’impresa.

CONCLUSIONI

La prossima Assemblea di Milano del 22 giugno rappresenterà un momento importante per la nostra Associazione. Per i soci deve essere l’occasione di partecipare a un grande dibattito sul futuro della professione e sui problemi legati alla trasformazione dei processi comunicativi e relazionali.

Per la Ferpi deve rappresentare l’occasione per sottolineare quel rilancio necessario a coinvolgere i professionisti delle RP, i mestieri della creatività, la cultura di agenzia, i comunicatori pubblici, l’importante platea dei free-lance e i giornalisti in cerca di futuro. E per far questo occorrerà lavorare tutti insieme verso quel comune obiettivo di crescita e sviluppo di una FERPI forte nei territori e autorevole sul piano del dibattito pubblico nazionale.

Per questo motivo i delegati di Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta e Triveneto lanciano insieme questo appello al cambiamento, all’unità e al recupero della centralità della professione del relatore pubblico e dei territori.

Un ap-pello che consideriamo espressione della volontà di molti dei soci che quotidianamente incontriamo e che auspichiamo possa essere recepito e raccolto dai candidati che vorranno presentarsi.

I territori qui rappresentati hanno deciso di lavorare insieme, unire la propria voce per sostenere un percorso condiviso, nell’auspicio che si apra un momento di grande confronto pubblico capace di portare a un candidato rappresentativo di tutta l’Associazione e che abbia nel ritorno alla centralità della professione e dei territori la propria visione programmatica.

È tempo di tornare a “costruire” la Ferpi del futuro, autorevole, inclusiva e connessa.

Firme (in ordine alfabetico)

Giuseppe De Lucia (socio Ferpi Delegato Lazio)

Fabio Famoso (socio Ferpi Consigliere Nazionale)

Eliana Lanza (socio Ferpi Consigliere Nazionale)

Liliana Malimpensa (socio Ferpi Delegato Piemonte V. d’Aosta)

Filippo Nani (socio Ferpi Consigliere Nazionale)

Biagio Oppi (socio Ferpi Delegato Emilia Romagna)

Alessandro Papini (socio Ferpi Delegato Lombardia)

Federica Zar (socio Ferpi Delegato Triveneto)