Da Davos il report annale sulla fiducia con l’Edelman Trust Barometer 2026

Dal risentimento alla crisi dell’ “insularità
Se la parola chiave del 2025 per l’Edelman Trust Barometer era grievance quest’anno è insularity: il barometer 2026 rivela un mondo che si sta ritirando verso l’insularità. Con l’intensificarsi dell’ansia economica, delle tensioni geopolitiche e delle trasformazioni tecnologiche, le persone stanno restringendo il loro mondo a cerchie più piccole e familiari che riflettono le loro opinioni, e questo ostacola il progresso economico e sociale.

Ecco una breve sintesi del Barometer 2026 che ho realizzato con NotebookLM – che mi sembra abbastanza fedele:

Fiducia e Insularità: Come sta cambiando il nostro mondo?

In un’epoca segnata da profonde divisioni, l’ultimo rapporto di Edelman evidenzia come l’insularità stia minando la fiducia globale. Oggi, la tendenza è quella di chiudersi nel proprio “piccolo mondo”, cercando sicurezza in ciò che è familiare e diffidando di ciò che è diverso.

Ecco i punti chiave emersi dalla ricerca:


1. Il muro dell’insularità

Stiamo diventando sempre più chiusi verso l’esterno. I dati mostrano una realtà preoccupante:

  • Diffidenza verso il “diverso”: Il 70% delle persone non è disposto o esita a fidarsi di chi ha valori, fatti o background culturali differenti dai propri.
  • Poca apertura: Solo il 30% della popolazione globale rimane aperto a costruire fiducia oltre queste barriere.
  • Nazionalismo in crescita: C’è una netta preferenza per le aziende locali rispetto a quelle straniere, specialmente in mercati come Canada, Germania e Regno Unito. Addirittura, il 34% delle persone accetterebbe prezzi più alti pur di limitare l’attività di aziende straniere nel proprio Paese.

2. Un divario sociale che si approfondisce

La fiducia non è distribuita equamente e l’ottimismo per il futuro è ai minimi storici:

  • Disuguaglianza economica: Il divario di fiducia tra chi ha un reddito alto e chi lo ha basso è raddoppiato dal 2012, con gli Stati Uniti che registrano il gap più ampio (29 punti).
  • Pessimismo generazionale: Solo il 32% delle persone crede che la prossima generazione vivrà meglio della nostra, con cali drastici di ottimismo in paesi come Cina e India.

3. Nuovi “Broker” di fiducia: Il ruolo del datore di lavoro

In questo scenario, le istituzioni tradizionali (Governo e Media) stanno fallendo nel loro compito di unire le persone. Al loro posto, emergono nuove figure di riferimento:

  • Il datore di lavoro come porto sicuro: Il mio datore di lavoro è l’unica istituzione percepita come capace di costruire ponti tra gruppi in disaccordo (58% di consenso).
  • Cosa funziona in azienda: Per promuovere la fiducia, i dipendenti apprezzano la creazione di team con valori diversi (81%) e la formazione al dialogo costruttivo (80%).
  • Figure di fiducia: Scienziati (74%), insegnanti (70%) e vicini di casa (61%) restano le figure più credibili, superando di gran lunga politici e giornalisti.

Le sfide per i Leader e gli Influencer

Il rapporto sottolinea che non basta più “gestire”, bisogna essere dei “Trust Brokers” (facilitatori di fiducia).

CategoriaLa SfidaAzione Efficace
CEOEsiste un gap del 29% tra le aspettative delle persone e ciò che i leader fanno realmente per unire le persone.Consultare persone con background diversi e dialogare con i critici.
InfluencerSono porte d’accesso per mondi chiusi: il 62% di chi segue influencer lifestyle si fiderebbe di un’azienda se raccomandata da loro.Garantire autenticità e agire come ponte verso nuovi brand.

In conclusione

Il messaggio è chiaro: per superare l’isolamento, abbiamo bisogno di istituzioni e leader che non si limitino a parlare alla propria “bolla”, ma che si impegnino attivamente a facilitare il dialogo tra chi non è d’accordo.

Cosa ne pensi? Ti senti anche tu più propenso a fidarti solo della tua cerchia ristretta o cerchi ancora il confronto con chi la pensa diversamente?

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