Lo specchio deformato

Dagospia, unica vera bussola

Appena finita l’università, durante un colloquio di selezione, un lobbista piuttosto noto ancora oggi, mi disse che cercava qualcuno che dopo aver letto le prime pagine dei giornaloni (Sole, Corriere e Repubblica, e forse qualcun altro più giornalino) fosse in grado di capire cosa accadeva realmente in Italia a livello politico, quali messaggi incrociati si lanciavano i vari gruppi di potere e quali fossero le issue rilevanti per i clienti.

Mi è sempre rimasta impressa quella frase e spesso è riaffiorata. Ho sempre cercato di capire come girassero le cose, spesso prendendo abbagli clamorosi, per mia incapacità interpretativa.

Diversi anni più tardi, nell’ufficio romano di un collega trovai invece una copia di Cafonal. Gli «italioni» nel mirino di «Dagospia» e chiaccierando mi disse che se volevo capire come andavano le cose a Roma Dagospia era l’unica fonte utile.

Da allora non passa giorno che non visiti (più volte) dagospia, che anche in questa crisi si sta dimostrando – al di là del bene e del male – l’unica fonte in grado di offrire spunti di lettura utili a comprendere. probabilmente anche grazie alla distanza che l’ironia e la satira riescono a stabilire tra la cronaca e la sua interpretazione. Dall’inizio di questa crisi di governo non c’è stato giornale che non abbia raccontato gli eventi, in funzione di una ben precisa, partigiana e parziale presa di posizione. Mentre è normale che ogni testata racconti il proprio punto di vista a beneficio dei propri lettori, è quasi aberrante che si distorca la cronaca per trasformare la realtà e indirizzare le scelte stesse dei politici. Ed è quello che questa volta è accaduto su tutte le testate (giornaloni e giornalini) originando uno specchio deformato della realtà. E infatti nessuno è riuscito a capire cosa stesse succedendo: né tra i lettori né tra gli opinionisti. Ormai ci rimangono poche bussole, a volte Il Foglio, Phastidio (grazie Tonio) e Dagospia.

Forse non è caso che i giornali vengano letti sempre meno.

Per la cronaca quel lobbista preferiva laureati in legge. Infatti scelse l’altro (forse l’altra) candidato.

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